Page 353 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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IV Sessione: IL MERITO E L’EMANCIPAZIONE LAVORATIVA                        353


          come la nostra; varie le ragioni, non tutte dovute a leggerezza. E del resto, l’umanità
          tutta ha la sua parte di indifferenti, di egoisti, di cattivi; vi sono donne buone, devote,
          come donne inutili, leggere, egoiste» .
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          La Lega di Assistenza tra le Madri dei Caduti

             Sono dunque anni di grande fermento per Anna Franchi. Divenuta pure ella ma-
          dre di un soldato caduto, decide di sposare la causa di tutte le donne italiane che ave-
          vano perso il figlio in guerra.
             Subito dopo Caporetto, mentre è impegnata in un’incessante attività di propagan-
          da e nelle ricerche delle spoglie di Gino, insieme ad altre due donne, la moglie e la
          figlia del Procuratore del Re, il Commendator Luigi Biasioli, fondò la Lega di Assi-
          stenza tra le Madri dei Caduti.
             La prima riunione fra le madri dei caduti permise di raccogliere cento lire.
             All’interno dell’Associazione la scrittrice ricopriva il ruolo di presidente, la signora
          Angelina Biasioli fungeva da cassiera, e la figlia Norina da segretaria. Il programma
          era «Assistenza e resistenza». La sede si trovava presso l’associazione dei Mutilati, che
          aveva messo a loro disposizione due stanze. «Da queste stanze – ricorda la Franchi –
          la nostra voce ebbe una eco profonda nel Paese». 67
             Alcuni giorni dopo la nascita della Lega, Anna fu convocata in Municipio, insieme
          ad altre rappresentanti di istituzioni di soccorso, di assistenza cittadina, per la raccolta
          di denaro da destinare alla realizzazione di un monumento al «soldato italiano». La
          Franchi si oppose all’iniziativa, sostenendo che in quel momento se «doveva essere
          raccolto del denaro, lo si doveva fare per le tante madri di soldati caduti che non han-
          no nessuna assistenza e si trovano alla mercé della nuora o della pietà di un ospizio.
          Noi, che siamo strette in un gruppo per assisterle, non abbiamo denaro».
             Il progetto non fu approvato.
             La Lega per risolvere il grave problema fece pressioni sul governo per l’assegna-
          zione di una pensione alle madri dei caduti. Non era un’impresa facile. Ma la scrittrice,
          come sempre caparbia e determinata, si recò a Roma per parlarne al Ministro Leo-
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          nida Bissolati,  che conosceva bene ed era certa che avrebbe compreso. «Le sembra

          66  Franchi A., La donna e la guerra, in Almanacco della Donna Italiana, Anno I, R. Bemporad & Figlio,
             Firenze, 1920, pp. 75-78.
          67   Franchi A. nell’opuscolo Ciò che dicono… le Madri dei Caduti, riporta anche un primo elenco delle
             madri aderenti alla Lega e alcune lettere di chi aveva perso il figlio.
          68  Bissolati L. (1857-1920), fu uno dei fondatori del PSI, ma nel 1912 venne espulso dal partito per







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