Page 352 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
P. 352
LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 352
il Capitano Conticelli all’Ospedale Vignola. Le aveva preparato una carta geografica
con indicato il punto dove Gino era morto. Il Cappellano don Francesco Marinelli,
64
invece, le disse che aveva lasciato la zona mentre il violento combattimento era ancora
in corso e non aveva potuto fare le necessarie ricognizioni. Il Caporal Maggiore Al-
berto Corsagni, uno dei due attendenti fiorentini del Tenente Gino Martini, le scrisse
che era stato con il suo Comandante dal 31 al 2 settembre. «Rimasto ferito ad una
65
mano gli era toccato lasciarlo». Due giorni dopo era tornato a cercarlo: «Sono ritor-
nato a trovare il mio Tenente ma non mi è riuscito trovarlo…». Il Tenente Clerici, che
era stato ferito e fatto prigioniero, le scrisse che il corpo avrebbe dovuto trovarsi a
Salcano, ma ignorava dove. Non seppe indicarle neanche dove si trovassero gli oggetti
personali di Gino, che la scrittrice sperava di riavere.
Un giorno, mentre si trovava in treno diretta verso Roma, dove era attesa per un
discorso, a Parma salì un signore che riconobbe Anna. La sera precedente aveva as-
sistito alla conferenza che la scrittrice aveva tenuto a Pavia. L’uomo, Bruno Franchi,
ispettore per gli Orfani di Guerra, che non era un suo parente, ma toscano come lei,
le promise che le avrebbe fatto riavere la cassetta d’ordinanza di Gino.
Il deposito del 214° reggimento si trovava a Siena, dove l’ispettore risiedeva.
Fu di parola.
La cassetta era quasi vuota, conteneva solo pochi effetti personali: una divisa
sporca, delle lettere, il piccolo astuccio con pennelli e colori per dipingere, la masche-
ra antigas, una copia del libro Il figlio alla guerra, «ch’egli aveva letto fino a pagina 158».
La disfatta di Caporetto aveva fra l’altro scatenato una forte campagna di stampa
contro quelle donne che si erano schierate contro l’intervento dell’Italia nel conflitto
mondiale. Anna Franchi, che era stata una delle maggiori accusatrici dell’attività svolta
dalle organizzazioni pacifiste, cercò a questo punto di giustificare il loro atteggiamen-
to, perché temeva che le accuse avrebbero finito per travolgere anche tutte coloro che
erano intervenute a favore della guerra.
«Qualcuno dice che soltanto dopo l’ottobre del 1917 le donne compresero la
guerra; altri che non la compreso mai. Esagerazioni. Ed inopportuna anche la esalta-
zione esagerata dell’opera sua. É forse vero che prima del 1917 minor numero di don-
ne aveva compreso quale spirito di sacrificio sarebbe occorso per vincere una guerra
64 Il Capitano dopo la fine del conflitto tornò due volte su quel colle, ma non vi trovò niente.
65 Alberto Corsagni era l’attendente che Gino aveva soprannominato Pepe, l’altro attendente lo
chiamava Pipi. Per il loro eroismo gli aveva proposti per una medaglia. «[…] Due fiorentini allegri
anche quando sedevano sull’orlo della trincea nell’ora del combattimento».
IV-sessione.indd 352 05/05/16 10:33

