Page 350 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      350


             Da questo momento Anna Franchi si erge a modello di madre italiana che sop-
          porta il dolore e il sacrificio più alto, quello dell’allontanamento e della perdita del
          figlio per la Patria. Diviene una figura di identificazione politica e collettiva per tutte
          le donne. Il punto di riferimento di tutte le mogli e le madri che hanno subito il suo
          stesso lutto, diviene il simbolo del dolore e delle sofferenze di un’intera nazione:
          «Non si tenne conto del mio dolore, della mia stanchezza. Il mio nome doveva essere
          una bandiera, non potevo nascondermi», scrive ne La mia vita.

          Dopo Caporetto

             «Vi fu un giorno in cui la fiumana dei nemici irruppe oltre il confine conquistato,
          invase le terre nostre, calpestò le ossa dei nostri morti, sconvolse i cimiteri, cacciò i
          vivi in esilio, rubò, bruciò, saccheggiò case e terre italiane. Tutti risposero. Perché vi
          è un momento nella storia dei popoli in cui tutto si confonde in una sola idealità: la
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          difesa della razza».
             Dopo la notizia della disastrosa ritirata di Caporetto,  Anna Franchi, sente ancor
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          più forte il richiamo dei suoi doveri verso la Patria. E proprio per questo, mentre la
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          resistenza si irrigidiva sul Piave, scrisse un manifesto,  “A voi soldati d’Italia!”, affisso
          in migliaia e migliaia di copie in tutte le contrade d’Italia, che ebbe un effetto psicolo-
          gico superiore ad ogni aspettativa. Migliaia furono infatti le testimonianze di adesione
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          che giunsero alla scrittrice.  Il manifesto, a cura della Commissione Centrale di Pro-
          paganda, così recitava:
             «A voi soldati d’Italia. Figli cari tutti di un’unica madre piangente. Noi madri di
          coloro che lasciarono la vita su quelle terre ancora invase, chiediamo di non ascoltare
          la voce di chi vi promette la pace. Questa voce è il tradimento, il disonore, la guerra
          che non ha fine, che lascia dietro di se un più lungo martirio. […] Vergogna a chi
          dimentica quei morti. Salvate le vostre terre, le vostre case, le vostre donne, salvate




          56  A. Franchi, Ciò che dicono… le Madri dei Caduti, a cura della Commissione Centrale di Propaganda,
             Società editrice internazionale, concessionaria della rassegna La vita internazionale, Milano, 1918.
          57  Caporetto, si trova oggi nella Slovenia occidentale, vicino al confine italiano.
          58  A. Franchi, La mia vita, cit., Appendice IV, p. 388-389.
          59  BLL, Fondo Anna Franchi, Corrispondenza varia, vol. IX. Il Sottotenente Amedeo Franco le scrisse:
             «Mamma, le parole tue ai soldati, invocazione che può celare il pianto della madre che sa le ossa di
             un figlio suo fremente sotto la zolla ancora fresca, calpestata dai cavalli dei nemici, che sa un altro
             palpito della vita sua sui nuovi confini, per vendicare il fratello, mamma, le tue parole, mamma
             dolorosa, mamma gloriosa, le ho lette ai miei soldati».







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