Page 431 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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V Sessione: WORKSHOP STUDENTI E GIOVANI RICERCATORI 431
La situazione lavorativa delle donne italiane e tedesche prima dello scoppio del-
la Grande Guerra.
É bene presentare un quadro completo della situazione occupazionale femminile
dei primi del 1900, per sottolineare quanto questo fattore, il lavoro, fu il principale vei-
colo dell’evoluzione dei diritti delle donne durante la Grande Guerra. L’analisi inoltre,
sarà condotta in comparazione con il modello tedesco, poiché dalle ricerche effettuate,
si è rivelato uno dei migliori esempi con cui è possibile confrontarsi per far risaltare
quanto, l’Italia, fosse estremamente arretrata da questo punto di vista. Il confronto terrà
chiaramente ben presente, che le differenti scelte dei due paesi furono dettate delle di-
verse condizioni socio-economiche e politiche.
L’occupazione femminile in Italia, prima della Grande guerra, era stata oggetto di
un regime di tutele protezionistiche, considerate discriminatorie dai movimenti femmi-
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nisti, in particolare da Anna Maria Mozzoni, la quale non aveva mai smesso di mobili-
tarsi contro quel sistema di tutele che venivano affiancate alla figura femminile, poiché
riteneva che dietro gli intenti di protezione si nascondesse in realtà il potere del control-
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lo ed un insulto costante all’intelligenza ed alle capacità delle donne. Con la legge n.
242 del 1902, detta legge Carcano, e la legge n. 416 del 1907, le donne venivano escluse
dal lavoro sotterraneo e da quello notturno, per sventare pericoli della corruzione
morale. Si riteneva che vi fosse un legame storico tra lavoro femminile e prostituzio-
ne, una donna lavoratrice dichiarava all’intera società le sue difficoltà economiche e
dunque si esponeva, più delle altre, a pericoli a sfondo sessuale, come violenze ma
anche incitazioni alla prostituzione, che con queste limitazioni legislative, potevano
essere arginate.
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9 Anna Maria Mozzoni è la figura femminile più importante della vita politica italiana e internazio-
nale fra Otto e Novecento. Nasce a Milano nel 1837, si inserisce attivamente nei gruppi mazzi-
niani, dove inizia a lavorare sui temi dell’emancipazione femminile e l'uguaglianza dei diritti tra
donne e uomini, battendosi contro la pretesa 'naturale' del ruolo domestico della donna. Nel 1878
la Mozzoni rappresenta l’Italia al Congresso internazionale per i diritti delle donne di Parigi. Nel
1881 fonda un'associazione indipendente, collegata al movimento socialista, la Lega promotrice
degli interessi femminili. La Mozzoni collaborò alla rivista «Critica Sociale» di Turati. Il suo prin-
cipale obiettivo politico era l’estensione del diritto di voto alle donne. Anna Maria Mozzoni morì
a Roma, all’età di 83 anni il 14 giugno del 1920. c. Mancina, Anna Maria Mozzoni in e. roccella
e l. scarraFia (a cura di) Italiane dall’Unità d’Italia alla Prima guerra Mondiale, I 2003, pp 139-195.
10 Mozzoni A. M. , La donna e i suoi rapporti sociali. In occasione della revisione del codice civile italiano, Tipo-
grafia Sociale, Milano, 1864, p. 204.
11 Galoppini A. M. , Il lungo viaggio verso la parità, i diritti civili e politici delle donne dall’Unità ad oggi, Zani-
chelli, Bologna, 1980, p. 50.
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