Page 265 - Il 1916 Evoluzione geopolitica, tattica e tecnica di un conflitto sempre più esteso - Atti 6-7 dicembre 2016
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III SeSSIone - L’evoLuzIone tecnIco-mILItare deLLa guerra           265



             nisse chiaramente i compiti dell’artiglieria nelle varie fasi del combattimento, le
             azioni di fuoco, le tecniche di tiro e di postazione delle batterie, la dipendenza
             tattica dei reparti, l’osservazione del tiro ed il servizio di rifornimento delle mu-
             nizioni. Nella pubblicazione Criteri ed impiego dell’artiglieria dell’aprile 1916,
             per la prima volta venivano ripartiti gli obiettivi da battere per le bocche da fuoco
             in base al calibro ed alla traiettoria ed indicati i compiti del fuoco di artiglieria in
             azioni offensive e difensive. Per assicurare il collegamento intimo e continuo tra
             fanteria ed artiglieria si ricorreva ad ufficiali di artiglieria in servizio di trincea,
             che operavano nelle prime linee a stretto contatto con i fanti con le funzioni di
             ufficiali osservatori e di collegamento. L’unica tecnica di tiro ammessa era il tiro
             osservato ed accuratamente aggiustato ricorrendo al metodo della forcella. I tiri
             obliqui o d’infilata erano i più proficui, specialmente con le traiettorie tese dei
             cannoni. Le azioni di fuoco in offensiva erano: preparazione, accompagnamento,
             mantenimento della posizione conquistata. Il primo era rivolto contro la siste-
             mazione nemica (ostacoli, ricoveri, trincee, osservatori) e contro le artiglierie
             contrapposte.
                L’accompagnamento sosteneva la fanteria azione durante con tiri di mitra-
             gliatrici e cannoni da montagna/someggiati a puntamento diretto postati a ridos-
             so delle prime linee. Il mantenimento delle posizioni conquistate aveva come
             obiettivo la fanteria nemica che muoveva al contrattacco e le artiglierie che svol-
             gevano il fuoco di repressione. Già si parlava di fuoco a massa, manovra del
             fuoco e delle traiettorie per convergere il tiro di varie batterie su determinati
             obiettivi senza ricorrere a cambiamenti di postazione. Azioni di controfuoco era-
             no ammesse solo su batterie esattamente individuate. Grande importanza aveva
             il tiro contro nidi di mitragliatrici. Di notte erano ammessi solo tiri di disturbo
             con l’impiego di fotoelettriche o sugli stessi obiettivi già colpiti di giorno di cui
             si conoscevano i dati di tiro.

             I criteri d’impiego della fanteria nella guerra di trincea del 1916
                Nel luglio 1916 Cadorna redisse una delle più importanti istruzioni del perio-
             do di guerra Criteri di impiego della fanteria nella guerra di trincee, basata sulle
             lezioni apprese di un anno di guerra di posizione. Le direttive per la conduzione
             degli attacchi erano rivolte essenzialmente a risparmiare il sangue di fanti e per
             dar modo alle colonne d’assalto di giungere sulle linee nemiche con le mino-
             ri perdite: “La preparazione dell’attacco comprende l’esecuzione dei lavori di
             approccio, intesi a portare le truppe al coperto alla minima distanza dalle linee
             da attaccare, e la preparazione immediata diretta ad aprire nelle organizzazioni
             difensive del nemico le brecce necessarie. La fanteria non deve essere lanciata
             all’attacco se la preparazione non sia sufficiente. Occorrono attacchi accurata-
             mente preparati con minuziose ricognizioni del terreno e delle linee nemiche e la
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