Page 268 - Il 1916 Evoluzione geopolitica, tattica e tecnica di un conflitto sempre più esteso - Atti 6-7 dicembre 2016
P. 268

268           il 1916. EvoluzionE gEopolitica, tattica E tEcnica di un conflitto sEmprE più EstEso



             glieria con nuove disposizioni riguardanti il tiro di controbatteria, rivolto più
             alla neutralizzazione temporanea delle artiglierie nemiche con ampio ricorso a
             proiettili a gas, che all’opera di distruzione sistematica, difficile da ottenere e
             molto dispendiosa in termini di consumo di munizioni.
                Nella primavera del 1917 gli indizi circa un’offensiva nemica in forze e su
             più tratti della fronte prendevano sempre maggiore  consistenza;  il  Comando
             Supremo perciò si curò di impartire numerose direttive sull’azione difensiva.
             Queste prevedevano in sintesi: la costituzione di forti riserve per l’esecuzione
             dei contrattacchi; l’arretramento e ripartizione in profondità degli schieramenti
             di artiglieria; la difesa ad oltranza fino all’ultimo uomo della posizione di resi-
             stenza principale, «è vietato in modo assoluto di indietreggiare sotto il pretesto di
             essere aggirati»; l’articolazione del settore difensivo su più linee, la più avanzata
             delle quali, tenuta da poche truppe, doveva servire ad imporre una prima battu-
             ta di arresto al nemico, logorarlo e ritardarne la progressione. Siamo quindi in
             presenza di criteri difensivi piuttosto moderni, che sebbene legati ancora al con-
             cetto di «non cedere nessun palmo di terreno», prevedevano una prima forma di
             combattimento difensivo manovrato basato su contrattacchi e più linee d’arresto
             disposte in profondità.
                L’adozione dei nuovi mezzi di lotta (bombe da fucile, lancia torpedini, ecc.)
             e l’aumento considerevole di quelli in uso (mitragliatrici e pistole mitragliatrici)
             avevano accresciuto la potenza di fuoco della fanteria italiana. Al fine di trar-
             re il massimo rendimento da queste armi occorreva specializzare gli operatori
             nell’impiego dello specifico sistema d’arma, mediante accurate istruzioni e ad-
             destramento. Vennero apportate così importanti variazioni organiche alle for-
             mazioni del plotone e del battaglione di fanteria, con l’inserimento di squadre
             lanciatori di bombe, sezioni pistole mitragliatrici e lancia torpedini e compagnie
             di mitragliatrici pesanti.

             L’istruzione dell’attacco delle minori unità di fanteria del 1917 ed i reparti
             d’assalto
                L’adozione di nuovi organici impose una revisione dei criteri d’impiego dei
             reparti di fanteria contenuti nella circolare n. 18800 del giugno 1917 istruzio-
             ne provvisoria sull’attacco delle minori unità di fanteria nella guerra di trin-
             cee e nell’ Addestramento delle minori unità di fanteria nella guerra di trincea.
             Quest’ultima istruzione, per organizzare meglio l’attacco in profondità, stabiliva
             che la compagnia fucilieri assaltasse in tre ondate: la prima su due linee a 15
             passi di distanza, la seconda destinata alla pulizia delle trincee, la terza intesa
             a dar maggior impulso alle altre due. Prescriveva, inoltre, che la prima ondata
             proseguisse verso i propri obiettivi senza preoccuparsi delle resistenze laterali,
             mentre i comandanti di battaglione avrebbero dovuto provvedere a far affluire
   263   264   265   266   267   268   269   270   271   272   273