Page 271 - Il 1916 Evoluzione geopolitica, tattica e tecnica di un conflitto sempre più esteso - Atti 6-7 dicembre 2016
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III SeSSIone - L’evoLuzIone tecnIco-mILItare deLLa guerra           271



             prevalenza di incarichi di amministrazione e contabilità affidati ai sottufficiali
             in organico alle compagnie, a discapito degli incarichi operativi di comandante
             di squadra e di plotone. Anche il grado di addestramento della truppa lasciava
             molto a desiderare, soprattutto dei reparti complementi destinati a ripianare le
             perdite dei reparti in linea. La circolare n. 15400 in data 19 giugno 1917 a firma
             del Ministro della Guerra Giardino riportava a riguardo che: ”Non si può più am-
             mettere che giungano in zona di guerra complementi che non abbiano eseguite
             sufficienti lezioni di tiro e che non siano fisicamente e tatticamente addestrati alla
             lotta con le bombe a mano nell’attacco e nella difesa”.
                Il 24 ottobre 1917 gli Austro-Tedeschi scatenarono un attacco poderoso che
             portò l’Esercito Italiano a ritirarsi sul Piave ed alla sostituzione del generale
             Cadorna col generale Armando Diaz. Le elevate perdite subite in uomini e ma-
             teriali e la repentinità dello sfondamento operato dal nemico suscitarono viva
             impressione nell’Esercito e nel Paese, facendo seriamente temere per le sorti del
             conflitto. Le circolari emanate nell’ultimo scorcio del 1917 dal nuovo Capo di
             Stato Maggiore dell’Esercito furono perciò dedicate a risollevare il tono morale
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             dell’Esercito, scosso dall’imprevista e cocente sconfitta patita a Caporetto . Ai
             soldati di truppa vennero distribuiti in copia volantini, giornali e opuscoli di ca-
             rattere propagandistico allo scopo di elevarne lo spirito combattivo e l’aggressi-
             vità nei confronti dell’invasore, quale ad esempio: Norme per l’educazione e per
             la preparazione del soldato al combattimento. Tali iniziative in campo morale
             furono accompagnate dal miglioramento della razione, dalla concessione di un
             maggior numero di licenze e da altre misure in tema di governo del personale,
             come quella di ridurre e regolarizzare i turni in prima linea.
                In alcune brevi circolari di ordine tattico si cercò di evitare il ripetersi di er-
             rori che erano risultati fatali a Caporetto, quali l’eccessivo addensamento sulle
             linee avanzate sia dei battaglioni di fanteria che delle batterie di artiglieria con
             gli inconvenienti di: «aumento delle perdite sotto il tiro nemico, difficoltà negli
             spostamenti resi necessari dall’andamento dell’azione, deficiente forza dei rin-
             calzi e delle riserve parziali e generali, conseguente impossibilità di alimentare
             l’azione e di contrattaccare al momento opportuno, difficoltà di concedere alle
             truppe avvicendamenti e riposi» .
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             Conclusioni
                I criteri tattici dell’Esercito Italiano nel corso del conflitto mondiale ebbero
             una notevole evoluzione, riuscendo ad adeguarsi al combattimento di posizione,
             ai nuovi tipi di armamenti introdotti ed alla morfologia del terreno. Cadorna va-
             lutò fin da prima della dichiarazione di guerra l’importanza preminente dell’ar-
             tiglieria nella guerra di posizione. Uno dei temi dominanti delle sue circolari di-


             19  Circolare n. 5768 in data 20 novembre 1917, Azione dei Comandi sullo spirito delle truppe.
             20  Circolare n. 6478 in data 11 dicembre 1917, Scaglionamento delle fanterie.
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