Page 267 - Il 1916 Evoluzione geopolitica, tattica e tecnica di un conflitto sempre più esteso - Atti 6-7 dicembre 2016
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III SeSSIone - L’evoLuzIone tecnIco-mILItare deLLa guerra 267
Granatieri in trincea
quanto alla stregua dei colpi che si vibrano alla compagine organica del nemico
(cattura di prigionieri e di materiali, perdite inflitte).” In definitiva, veniva evi-
denziato il criterio principale di mirare alla distruzione delle fanterie nemiche e
di conservare le proprie. La circolare n. 750 bis del 17 ottobre 1916 Altri am-
maestramenti di esperienza ammoniva, inoltre, di non curarsi troppo dell’alline-
amento delle ondate di assalto, che non dovevano necessariamente mantenersi
all’altezza dei reparti contigui ed indicava nella prima giornata di bel tempo
il giorno dello scatto risolutivo della fanteria, dopo più giorni di fuoco di pre-
parazione ed ininterrotto bombardamento delle difese nemiche: il massimo dei
risultati, infatti, dopo una buona preparazione di artiglieria si otteneva di primo
impeto, nel primo giorno, e - relativamente - con poche perdite; nei giorni suc-
cessivi i guadagni diminuivano e le perdite divenivano sempre più sensibili e
dopo il terzo giorno non conveniva più attaccare.
L’inverno 1916-1917 segnò, per tutti gli eserciti, una fase di ulteriore perfe-
zionamento della guerra di posizione e gli insegnamenti tratti dalle operazioni
del 1916 furono importanti per il perfezionamento della dottrina relativa alla
guerra di trincea, soprattutto quella difensiva, che ravvide la necessità scagliona-
re maggiormente gli schieramenti di fanteria in profondità. 16
Nel maggio 1917 venne aggiornato il fascicolo Criteri d’impiego dell’arti-
16 Circolari n. 26706 in data 4 dicembre 1916, Quantità di truppe tenute in trincea; n. 1343 in data
18 dicembre 1916, Ordinamento della difesa; n. 1353 in data 20 dicembre 1916, Impiego delle
forze nella difensiva.

