Page 91 - Il 1916 Evoluzione geopolitica, tattica e tecnica di un conflitto sempre più esteso - Atti 6-7 dicembre 2016
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I SeSSIone - l’evoluzIone InternazIonale del ConflItto               91


                Pochi giorni dopo (18 marzo), un’offensiva simile è lanciata all’estremità
             nord del fronte orientale, nel settore del lago Naroch (oggi Bielorussia, presso
             il confine lituano), dai Fronti Nord (Kuropatkin) e Ovest (Evert). Se l’obiettivo
             dichiarato è la riconquista di Vilnius, occupata dalle forze tedesche l’anno pre-
             cedente, anche in questo caso è il bisogno di alleggerire la pressione che grava
             sul fronte francese a risultare prevalente. Come nel caso italiano, il numero –
             350.000 uomini della 2^ armata russa (Smirnov) contro circa 75.000 uomini del-
             la 10^ tedesca (Eichhorn) – e il potenziale tecnico – circa 1.000 pezzi di artiglie-
             ria contro 300/400 – giocano in favore dell’attaccante. Una cattiva preparazione
             (anche se l’attacco sarebbe stato preceduto dal più massiccio bombardamento
             effettuato sul fronte orientale fino a quel momento), le condizioni ambientali sfa-
             vorevoli, con l’inizio del disgelo primaverile, la forza delle posizioni tedesche, la
             scarsa preparazione delle truppe russe e il cattivo coordinamento dei loro coman-
             di (nella parte settentrionale del fronte, le forze di Kuropatkin sarebbero entrate
             in azione solo il 21 marzo) concorrono, comunque, a determinare il fallimento
             dell’operazione. In totale, le perdite russe ammontano a circa 110.000 uomini (la
             maggior parte dei quali a carico del Fronte Ovest) a fronte dei circa 20.000 persi
             dalle forze tedesche. La sconfitta, inoltre, si riflette negativamente sulla successi-
             va offensiva Brusilov, alimentando la rivalità fra i vertici militari dentro e fuori la
             Stavka e limitando la disponibilità di uomini e mezzi per uno sforzo che avrebbe
             visto coinvolte – nella spinta iniziale – 40 divisioni di fanteria e 15 di cavalleria .
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                L’offensiva Brusilov (giugno-settembre 1916) è stata vista da diversi autori
             come la crisi più grave attraversata dall’Austria-Ungheria nel corso della prima
             guerra mondiale anche se essa è andata ben lungi dallo spingere davvero la Du-
             plice Monarchia fuori dal conflitto, come era negli auspici del comando supremo
             russo . Nel corso dell’offensiva, i reparti di Brusilov riescono a occupare quasi
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             25.000 chilometri quadrati di territorio nemico con una serie di attacchi simul-
             tanei condotti su un fronte esteso per 480 chilometri dalle paludi del Pripyat alla


                una pressione offensiva nel nostro teatro di operazioni, allo scopo di impedire, possibilmente,
                al nemico eventuali spostamenti di forze, soprattutto di artiglierie, contro la fronte francese»
                (ivi, p. 174).
             9  Sull’offensiva di marzo cfr., per tutti, N. Stone, The Eastern Front 1914-1917, London, 1998
                (prima ed., New York, 1975). Sull’offensiva Brusilov cfr. T.C. Dowling, The Brusilov Offen-
                sive, Bloomington, IN, 2008. Nell’esercito zarista (come poi in quello sovietico), il termine
                “Fronte” indicava un’entità di consistenza variabile, grossomodo equivalente al Gruppo d’ar-
                mate degli eserciti occidentali.
             10  G.A. Tunstall, Austria-Hungary and the Brusilov Offensive of 1916, “The Historian”, vol 70
                (2008), n. 1, pp. 30-53. Sulle cause della sconfitta delle forze austro-ungariche cfr. anche
                J. Schindler, Steamrollered in Galicia: The Austro-Hungarian Army and the Brusilov Offen-
                sive, 1916, “War in History”, vol. 10 (2003), n. 1, pp. 27-59. Sui problemi etnici dell’esercito
                austro-ungarico cfr., per tutti, l’ampia sintesi di G.E. Rothenberg, L’esercito di Francesco
                Giuseppe, trad. it., Gorizia, 2004.
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