Page 249 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  247




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              gretario di Stato americano, Frank Polk. Per Fiume si prospettavano due solu-
              zioni. La prima, la città all’Italia e il retroterra allo Stato jugoslavo; la seconda, la
              creazione dello Stato Libero di Fiume sotto il controllo della Società delle Na-
              zioni. Zara non più sotto sovranità italiana, come voleva il progetto originario di
              Tittoni, bensì città libera sotto la Società delle Nazioni, che avrebbe incluso anche
              Ugliano. L’intera Dalmazia e le sue isole neutralizzate al Regno dei Serbi, Croati
              e Sloveni a eccezione di Lussino, Lissa e Pelagosa all’Italia, anch’esse neutralizzate.
              In Albania, e su questo Tittoni fu irremovibile, il mandato sarebbe spettato al-
              l’Italia, così come la sovranità su Valona. 63
                 Di fronte all’impresa dannunziana, Gran Bretagna e Francia espressero «piena
              fiducia nelle misure che il Governo prenderà per reprimere l’incidente di Fiume,
              tanto più che la questione ha soprattutto importanza come questione interna ita-
              liana, visto che se si lasciasse impunito il precedente di un pronunciamento mili-
                                                                               64
              tare, ciò potrebbe avere nell’avvenire conseguenze funeste nel Paese», mentre
              si scatenò «l’indignazione di Wilson», che per mesi fu particolarmente irritato con
              il Governo italiano. 65
                 Tittoni rivide ulteriormente la sua proposta, eliminando l’opzione di uno Stato
              Libero di Fiume indipendente e neutralizzato e suggerendo la cessione diretta
              della città all’Italia e del retroterra agli jugoslavi. Trovò subito l’appoggio di Cle-
              menceau e Lloyd George, ma non di Polk, che formulò riserve circa l’adesione
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              di Wilson e il 25 settembre notificò ufficialmente alla delegazione italiana la ri-
              sposta del Presidente, che espresse «il suo stupore e profonda afflizione» per il
              sostegno di Gran Bretagna e Francia alla proposta di Tittoni di ottenere la sovra-
              nità sulla città di Fiume. Wilson ribadì che «in nessun caso avrebbe acconsentito
              alla sovranità italiana su Fiume in qualsiasi forma». Il piano di Tittoni fu deci-
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              samente respinto dagli Stati Uniti con una nota del 13 novembre dal tono mi-


              62  Tittoni a Nitti, 11 settembre 1919, DDI op. cit.. Sesta serie, vol. IV, doc. n. 384.

              63  Ivi. Nitti a Tittoni, 13 settembre 1919, doc. n. 404.
              64  Ivi. Tittoni a Nitti, 13 settembre 1919, doc. n. 400.
              65  LEDERER, La Jugoslavia op. cit., p. 276.
              66  Notes of  a Meeting of  the Heads of  Delegations of  the Five Great Powers Held in M. Clemenceau’s Room
                 at the War Office, 15 settembre 1919, in AA.VV. Papers Relating to the Foreign Relations of  the United
                 States, The Paris Peace Conference 1919. Vol. VIII. United States Government Printing Office,
                 Washington 1946, doc. n. 12, p. 214-216.
              67  Il testo è in Scialoja a Tittoni, 24 settembre 1919, DDI op. cit.. Sesta serie, vol. IV, doc. n. 486.
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