Page 53 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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I Sessione - Aspetti militari                                          51




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              la 116 vennero sciolte, ma di ciascuna venne lasciata in vita una sezione destinata
              a confluire con una sezione SVA in una squadriglia mista che andò ad affiancarsi
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              all’11 Caproni e alla sezione di Durazzo. Così costituito, l’VIII Gruppo fu for-
              temente impegnato nei combattimenti contro gli insorti albanesi del giugno e del
              luglio 1920.
                 Nei cieli della Libia operavano ancora le squadriglie da bombardamento 12ª e
              13ª – montate su Caproni Ca.3 – dislocate a Tripoli insieme alla 106ª Squadriglia
              da ricognizione Farman, la 104ª Squadriglia da ricognizione SVA di stanza a Ben-
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              gasi, con una sezione a Zuara e una a Tobruk, e le squadriglie SVA 89 e 90 . Que-
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              ste ultime sarebbero state sciolte prima della fine del 1919, e così pure la 106 , i
              cui Farman superstiti non avevano più alcuna validità operativa. La 13ª Squadriglia
              Caproni rientrò invece in Italia dove venne anch’essa sciolta il 2 gennaio 1920.
                 Non meno rapido fu lo smantellamento dell’organizzazione dell’aviazione na-
              vale, a cominciare dalle squadriglie idrovolanti destinate alla protezione del traffico
              mercantile, in buona parte sciolte entro la primavera del 1919. Nel mese di aprile,
              uscirono di scena le direzioni dei servizi aeronautici dell’Alto e del Basso Adria-
              tico, e a seguire l’intera struttura di comando fu rivista mentre continuava a ridursi
              il numero delle squadriglie. Nel settembre del 1919 la struttura dell’aviazione na-
              vale faceva capo all’Ispettorato Aeronautico, dipendente dal Capo di Stato Mag-
              giore della Marina con competenze anche tecnico-amministrative, ed era articolata
              in quattro comandi d’aeronautica, dell’Alto Tirreno, con giurisdizione anche sulla
              Sardegna, del Basso Tirreno, con giurisdizione anche sulla Sicilia, dell’Alto Adria-
              tico e del Basso Adriatico e dello Ionio, con sedi a La Spezia, Napoli, Pola e Ta-
              ranto, coincidenti con le sedi dei dipartimenti marittimi dai quali dipendevano
              per l’impiego, mentre dipendevano dall’Ispettorato per gli aspetti tecnici e ordi-
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              nativi. Da La Spezia dipendevano quattro stazioni idrovolanti, da Napoli una
              stazione idrovolanti e un aeroscalo, da Pola tre stazioni idrovolanti e due aeroscali,
              da Taranto due stazioni idrovolanti e un aeroscalo. Un anno dopo, con il regio
              decreto n. 1438 del 30 settembre 1920, fu costituita la Forza Aerea della Regia
              Marina in cui confluirono «gli ufficiali di tutti i corpi della Regia Marina abilitati
              al Servizio di aeronavi e di idrovolanti e alla categoria del corpo Reale Equipaggi
              Forza Aerea». Con questo provvedimento, l’aviazione navale sembrò trovare una
              sistemazione stabile e, quasi a suggellare questa situazione, alla Forza Aerea della
              Regia Marina fu concessa la bandiera di guerra, «conforme al modello prescritto


              22  Regio decreto 18 settembre 1919, n. 1817, in «Gazzetta Ufficiale del Regno» del 14 ottobre
                 1919, n. 244.
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