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52 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
per i reggimenti di fanteria», con lo stesso regio decreto n. 1489 del 17 ottobre
1920 che la concedeva all’Arma Aeronautica istituita dall’ordinamento Bonomi. 23
Anche le flotte dirigibili di Esercito e Marina si ridussero di consistenza, la-
sciando in servizio soprattutto le aeronavi più moderne e più grandi, per le quali
si poteva ipotizzare anche un futuro nel trasporto aereo. Alla data del 1° giugno
1919 erano in servizio otto dirigibili tipo M (M1, M6, M9, M11, M14, M15, M18,
M19), uno tipo F (F6), uno tipo O (O2), due tipo PV (PV1, PV3), numeri che
nei restanti sei mesi dell’anno si sarebbero ulteriormente ridotti, passando a cin-
que tipo M (M1, M6, M11, M14, M18), un tipo F (F6), un tipo PV (PV3). 24
La rapidità con cui venne attuata la smobilitazione dei servizi aeronautici ap-
parve a molti osservatori il frutto di una volontà distruttiva: 25
La smobilitazione effettuata nelle note condizioni assunse il carattere di una vera
distruzione […] si distrussero gli apparecchi, si abbandonarono le aviorimesse, si
devastarono furiosamente i campi. I resti degli aerei e i motori vennero venduti a
prezzo di rottame di legno e di ferro. Le officine vennero chiuse, disperso il ma-
teriale, congedati e visti di mal occhio gli aviatori.
Per quanto di parte, questa testimonianza del generale Emilio Canevari rico-
struisce il clima dell’epoca o, quantomeno, ne propone un punto di vista larga-
mente condiviso. Il processo di contrazione doveva peraltro inevitabilmente
accelerare di fronte ai costi di un’organizzazione, quale quella aviatoria, che ap-
pariva ridondante rispetto alle esigenze del momento e proponeva numeri che
non avevano ragion d’essere in tempo di pace.
Ancora nel giugno del 1920, quando il governo Giolitti subentrò al governo
Nitti, sui campi d’aviazione e nei depositi esisteva una gran quantità di macchine,
in larga parte in cattive condizioni e comunque inutilizzate. Per affrontare il pro-
blema, vendendole, regalandole o, se necessario distruggendole, fu insediata una
commissione presieduta dall’economista on. Vincenzo Giuffrida e composta dal
Comandante Superiore d’Aeronautica, generale de Siebert, dal Direttore Generale
23 Regio decreto 17 ottobre 1920, n. 1489.
24 I dirigibili M11 e F6 sarebbero stati gli ultimi dirigibili della Grande Guerra ad andare in di-
sarmo, il primo il 27 giugno 1923, il secondo addirittura il 25 ottobre 1925. Entrambi fecero
quindi in tempo a prestare servizio con le insegne della Regia Aeronautica.
25 CANEVARI, E., Italia 1861-1943: retroscena della disfatta. Vol. I. Rivista Romana, Roma 1965,
p. 227.

