Page 128 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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tuite apposite Commissioni Censura Posta Militare presso i Quartieri
                   Generali  dei  Comandi di  Grandi Unità).

                    Poiché l'articolazione del servizio faceva capo principalmente alla di-
               rezione politica, vennero ad essere privilegiati gli aspetti politici e non mi-
               litari degli scopi per cui la censura di guerra era stata istituita; anche se,
               molto genericamente, una circolare della Presidenza del Consiglio dei Mi-
               nistri < 5 >,  nel dare istruzioni perché gli Uffici di censura funzionassero con
               la massima rapidità e la posta non subisse eccessivi ritardi, stabilì che la
               corrispondenza  sottoposta  a  revisione  dall'autorità militare non doveva
               subire  ulteriori  controlli.

                    Il problema delle competenze in materia di censura fu sempre ogget-
               to di  polemiche.  In un Promemoria per il Duce,  il Gabinetto della  Guerra
               dovette difendersi dalle accuse di interferenze avanzate, al Capo del Go-
               verno, dalla Presidenza del Consiglio. Il promemoria annotava che era stata
               data sempre la massima collaborazione ai Prefetti, mettendo a loro dispo-
               sizione il personale approntato per gli  organi di censura militare,  e che
               nessun ritardo nella consegna delle corrispondenze veniva dagli uffici di
               concentramento di posta militare. Precisava, inoltre, che la censura effet-
               tuata presso tali uffici si proponeva finalità diverse da quelle dell'autorità
               politica (. ..  evitare la divulgazione di  notizie  militari e l'eventuale propaganda
               disfattista,  individuare casi di spionaggio,  ecc.),  e che l'organizzazione, esisten-
               te fin dal 1935, consentiva al S.l.M. di raccogliere gli elementi per il noti-
               ziario  periodico  richiesto  dallo  stesso  Capo  del  Governo.
                   Il promemoria concludeva che i due servizi pur seguendo finalità di-
               verse, potevano integrarsi senza scontrarsi; e proponeva che la posta pro-
               veniente  dalle  Grandi  Unità  e  dall'estero  subisse  soltanto  il  controllo
               dell'organizzazione  militare <6>.

                    Per alcuni  mesi la  situazione  restò  immutata;  fu  proprio  nel  1941
               che l'autorità militare incominciò  a  cogliere  "successi"  e a  sostituirsi  a
               quella politica. In febbraio,  il S.l.M. ottenne di inserire un proprio uffi-
               ciale nelle commissioni provinciali di  "uscita" della posta estera (Roma,
               Bologna, Genova, Milano, Torino, Bolzano, Venezia, Trieste, Fiume); ad
               aprile il personale militare addetto alle Commissioni Provinciali di censura



               (5)  Circ. 3463-13/1.1.29 del18 giugno 1940, in Archivio Ufficio Storico dello Stato Mag-
                  giore  (d'ora in poi  A.U.S.S.M.E.),  Fondo M7,  busta  279/5.
               (6)  A.U.S.S.M.E., Fondo H9, busta 6/1, promemoria per il Duce in data 12luglio 1940.


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