Page 221 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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era da versare in anticipo e quindi, praticamente, a fondo perduto. L' Am-
           ministrazione avrebbe poi "tenuto conto" delle somme erogate imponen-
           do  "sconti"  sull'ammontare  delle  successive  forniture.
                L'allestimento  degli  impianti iniziò  nella  primavera  1939 e si  pro-
           trasse (senza mai giungere a conclusione specie per i macchinari) fino  al
           1942, il che avrebbe spostato la prevista data di consegna degli ultimi pezzi
           del  2 °  programma  al  19 51  < 7>.

                Intanto, fra maggio 1940 e giugno 1941 i programmi subivano dra-
           stiche riduzioni: il  l  0  passava a soli 3.442 pezzi e il 2° a  1.905; dopodi-
           ché si decideva di abbandonare anche quest'ultimo puntando solo sul l  0
           ridotto (pari a circa il 41%  della somma dei due programmi iniziali).  Il
           ridimensionamento annullava tutti i pezzi di C. d'A. e d'Armata e abbat-
           teva il totale di 2.2 36 antiaerei da 90/5 3 a  1.116 e poi a soli 636. Notia-
           mo fin d'ora che la falcidia coincise con l'aumentata produzione dei mezzi
           corazzati, la  cui importanza era stata messa in luce dalla vittoria tedesca
           in  Francia e dalla  nostra  disfatta  in  Libia.
                Non è possibile dare precisa contezza del materiale d'artiglieria con-
           segnato all'Esercito  nel  1940/41. Intanto,  continuiamo a  ignorare i  dati
           della produzione OTO < 8 > nonché quelli probabilmente piccoli ma non ine-
           sistenti di altri costruttori (Cogne per un certo numero di 47/32 e Arsena-
           li  militari).  Quanto  all' Ansaldo,  abbiamo  solo le  notizie  della già citata
           relazione  Rocca  del  1943 (9)_  E cioè  47/32  per carri:  1.280; 47/32  con-
           trocarro: 570; 75/18 bocche da fuoco: 80; 75/18 affusti campali per mod.
           35: 60; 75/18 sistemazione per semoventi: 60; 75/32 complessi: 30; 75/46
           complessi c.a. mod. 34:  57; 75/46 complessi c.a. mod. 40:  58; 90/53 c.a.
           complessi da posizione: 344; 90/5 3 complessi campali: 4; 90/5 3 comples-
           si  autocampali  3RO:  30;  90/53  complessi  autocampali  Breda  51:  10.

                Senza  dimenticare che  "produzione"  dal punto di vista industriale
           non equivale sempre ad effettiva "consegna" all'Esercito, si trattava di 2.503
           pezzi dei quali solo 337 prodotti nel1940. Preponderanti le armi contro-
           carro  e  per  carri  armati  e/o  per  semoventi:  ben  1.910,  oltre  il 76%.



           (7)  F.  Minniti, cit.,  pp.  14-17. E.  Faldella, L'Italia nella seconda guerra  mondiale- revisione
               di giudizi,  Bologna,  Cappelli  1959, p.  585  nonché  Comitato,  cit.,  p.  377.
           (8)  Essi non sono deducibili neppure dal recente volume OTO-Melara  1905-1990.  85 an-
               ni per  la  difesa,  Pubblirid  1990.
           (9)  Vedi  p.  42  della  relazione Ansaldo  citata  sopra alla  nota  6.


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