Page 248 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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(geniale ma limitante la velocità),  i TL 3 7 erano a telaio rigido e capaci
               di trainare l'artiglieria divisionale (pezzo, serventi e 250 kg di munizioni)
               fino a una velocità massima di 3 5 km/h. Circa la produzione ho solo dati
               parziali. Ne erano stati commessi 475 già dall93 7 mentre altri 312 rien-
               trarono nel piano CS 41  (1939). Da un documento dell'Ispettorato della
               Motorizzazione sappiamo che al 30 novembre 1938 ne erano stati distri-
               buiti  185  esemplari provvedendo alle divisioni celeri e motorizzate non-
               ché  a  un reparto in Libia < 60>.  Nel  1939  si  dovette  però  rinunciare alla
               motorizzazione dell'artiglieria delle divisioni "binarie" di Pariani, program-
               mata in ragione di  2 gruppi ciascuna per il tipo  "normale" e  l  gruppo
               per il tipo "da montagna". Comunque il veicolo e i suoi derivati dovette-
               ro essere prodotti in seguito con relativa larghezza perché se ne riscontra
              la  presenza  un po'  dappertutto.
                   Tralasciamo invece gli ottimi trattori che avrebbero dovuto sostitui-
               re i Pavesi e i Breda 32 e 33: il medio FIAT SPA TM 40 e il pesante Bre-
              da 41. Provenienti dagli  stessi concorsi del  1935/36 dai quali  originava
               il TL 37, entrarono però in produzione nel  1943 comparendo solo fuga-
               cemente  su  qualche  campo  di  battaglia.

                   Pur con  l'ancor  necessaria  cautela  si  può  ipotizzare  che  il  dialogo
              Esercito-industria non abbia conosciuto, nel campo degli autoveicoli, con-
              flittualità analoga a  quella  talora affiorata in tema  di  corazzati.  E tanto
              presumo per almeno due ragioni. La prima è che molti veicoli (specie quelli
              legati alle strade) erano in sé buoni o comunque non sistematicamente in-
              feriori  a quelli  nemici ed alleati.  E qui può aver contato il fatto  che -
              a differenza di quanto accadde per i corazzati - vi era sempre stata com-
              petitività fra  le  industrie.  La  seconda è che gli  specifici  bisognLpalesati
              dal tipo di guerra poi sviluppatosi furono  avvertiti dallo stesso Esercito
               solo per intermittenze e relativamente tardi. Il che avrà reso meno aspro
              il clima coi produttori anche se certo non sarà servito a migliorare in tem-
              po  la  qualità  dei  mezzi  e  soprattutto  di  quelli  destinati  ad  operare  nel
              deserto.
                   Una certa inferiorità italiana  rispetto ai  mezzi inglesi ed americani
               si rivelò sin dall'inizio -  come in parte si è già accennato -  nei veicoli
               fuori strada specialmente di tipo leggero e, più avanti, negli intoppi deri-
               vanti della concezione che faceva  di ogni veicolo  (come del resto di ogni
               carro armato e di ogni aeroplano) un "mondo a sé" obbligando a ripro-



               (60)  Carte Pariani,  cit.,  XXXIII,  5.


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