Page 244 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Al riguardo distinguiamo quattro famiglie di veicoli: quella dei mezzi
atti ad operare solo sulle strade nonché le altre tre, strettamente intersecantesi,
dei trattori d'artiglieria, delle autocarrette da montagna e dei fuori strada.
I veicoli legati alle strade e pertanto idonei solo al trasporto strategico
in retrovia (anche se poi la necessità costrinse ad ogni sorta di prove) o
erano stati realizzati appositamente per l'Esercito (come ad esempio lo SPA
25 C 10, i Ceirano 47 e 50 tutti del 1925, lo SPA 38 R del1937) ovvero
erano nati per uso civile (ad es. il pesante FIAT 634 protagonista in Etio-
pia e importante anche dopo) o infine provenivano dai più che decennali
tentativi di "unificazione". della produzione civile.
Si voleva cioe incoraggiare l'allestimento di macchine che, pur rispon-
dendo alle necessità commerciali, fossero idonee anche agli usi militari così
da consentirne al bisogno un'estesa requisizione. Senonché né i provvedi-
menti succedutisi fra il 1925 e il 1934 né quelli più restrittivi del 193 7
raggiunsero lo scopo. Dapprima le agevolazioni fiscali concesse ai cosid-
detti "ausiliari" non valsero a renderli economicamente più appetibili dei
modelli solo civili. E neppure nel 1937 l'unificazione fu spinta a fondo,
come quella adottata (sembrerebbe per i soli tipi militari) da Germania
e Gran Bretagna con riduzione dei telai e relativi propulsori a poche va-
rianti sulle quali si potevano montare le più diverse carrozzerie. Sembra
però che a queste razionalizzazioni i britannici siano pervenuti gradual-
mente e che, almeno nel 1940 e forse anche più tardi, numerosi fossero
gli autocarri "civili" impiegati dall'esercito. Diversamente, e consideran-
do che tra veicoli militari inglesi e germanici non si riscontrano rilevanti
divari di potenza, rimarrebbero inspiegabili le lamentele del gen. Ironside
contro la tassazione britannica che, essendo commisurata al numero di
hp, avrebbe scoraggiato la fabbricazione di propulsori automobilistici più
efficaci; circostanza indirettamente confermata, sul versante tedesco, dal-
le osservazioni di Guderian sulla insufficiente forza motrice dei camion
inglesi catturati a Dunkerque (53>.
Da noi, il desiderio di non disturbare troppo le industrie fece sì che
nel 1939 avessimo ben 11 tipi di "unificati" (a loro volta dotati di nume-
rosissime varianti) ossia i medi FIAT 626, Lancia Esa RO, Alfa Romeo
430, OM Taurus, Isotta Fraschini D 65, Bianchi Miles e i pesanti FIAT
666, Lancia 3RO, Alfa Romeo 800, OM Ursus, Isotta Fraschini D 80.
Veicoli nel complesso buoni ma beninteso legati alle strade e tutti a trazio-
ne posteriore (4 x 2). Solo la FIAT doterà di trazione integrale (4x4) pochi
(53) ]. Smithers, cit., p. 63.
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