Page 242 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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non favoriva l'addestramento delle nuove leve come conferma altro brano
              dello  stesso  documento militare appena  citato:
                    « ...  Il numero e il tipo degli incidenti capitati (parafanghi delle  macchine di
                   intere autosezioni ammaccati o asportati, fusione di bronzine in macchine nuo-
                   ve,  urto di cofani contro il tergo della macchina antistante) nonostante le con-
                   dizioni delle rotabili paragonabili ad ampie autostrade, provano come la guida
                   di macchine complicate,  quale un  moderno  autocarro,  non si può  affidare a
                   un autiere creato con poche ore di scuola guida, sufficienti appena per impara-
                   re a muovere alla meno peggio un'autovettura.  Il sistema di ricavare un au-
                   tiere da una massa non può essere risolto che con molto addestramento,  condizione
                   che purtroppo  urta  contro  la  mancanza  del carburante  necessario»  <49).

                   È probabile viceversa che in A.S.  la scarsità degli  arrivi di veicoli e
              le  conseguenti necessità di riparazioni e di "cannibalizzazioni"  avessero
              fatto  progredire la  bravura sia  degli  autisti  sia  dei  meccanici.
                   Per la qualità dei veicoli, a proposito della quale una completa rico-
              struzione  del  dialogo  Esercito-industria  sarebbe  certo  interessante,  dob-
              biamo  per il  momento  soffermarci  su  due  documenti.
                   Anzitutto il notissimo elaborato aziendale la FIAT per la motorizzazio-
              ne e l'armamento il cui allegato  3 del gennaio  1944 comprende una breve
              sezione intitolata  "Autoveicoli e unità speciali" (5°>.  Come si  è avuta  oc-
              casione di ricordare altrove, questo testo fa  parte di una serie confeziona-
              ta in quegli anni probabilmente col fine precipuo di compiacere l'autorità
              in carica: la RSI e più tardi il CLN. Comunque la casa torinese, scrivendo
              nel  1944,  afferma  tra l'altro che:
              - invano la FIAT avrebbe prospettato fin dal1935l'opportunità di forni-
                re "in automezzi speciali per l'impiego in Africa"  (grandi ruote,  pres-
                sione dei pneumatici molto variabile, filtri, motori raffreddati ad acqua,
                maggiore  autonomia,  dotazione  di  compressori  ecc.).  L'autorità  mili-
                tare si sarebbe opposta "ritenendo che gli autoveicoli in dotazione all'E-
                sercito dovessero funzionare ugualmente bene tanto in Italia quanto in
                Africa e che perciò non accorressero tipi speciali ma tipi unici facilmen-
                te  adattabili a  terreni  diversi";



              (49)  4a  armata  ecc.,  cit.,  p.  98.
              (50)  Documento dell'Archivio Centro Storico FIAT s.d. (ma gennaio 1944 e comunque
                   posteriore all'8 settembre 1943) utilizzato in G. Castronovo, Giovanni Agnelli, Torino,
                   UTET 1971 e ripreso anche nellavorç>, cit., sopra a n. 3, I pp. 156 n.  16 e 310 n. 71.


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