Page 243 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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- dunque, salvo 200 autocarri sahariani (rectius adattamento sahariano di
correnti autocarri) realizzati nel 1938 con l'appoggio di Balbo allora Go-
vernatore della Libia, veri veicoli per impiego desertico non sarebbero
stati richiesti che troppo tardi dando luogo ai progetti del 1941-42 e
alle prime modeste forniture del 1943 inoltrato. La vicenda riguarde-
rebbe ogni tipo di veicolo militare: vetture, autocarri, fuori strada, se-
micingolati, autoprotetti ed anche i trattori d'artiglieria. Per questi ultimi,
ostinandosi l'autorità militare a non volere modelli "coloniali ad hoc",
la FIAT di propria iniziativa (e sempre a suo dire) avrebbe reso il trat-
tore medio SPA 40 "idoneo alla marcia su sabbia". Senonché esso en-
trava in produzione solo nel 1943 terminate le operazioni in colonia.
Ora, al di là di presumibili interessate vanterie, può darsi che quan-
to asserito circa l'atteggiamento iniziale dell'autorità militare risponda a
verità. Infatti da una comunicazione 11 giugno 19 3 7 dell'addetto militare
von Rintelen ai suoi superiori risulta che Pariani ebbe a dichiarare:
«.:. Le forze coloniali, e particolarmente quelle in Libia, verranno rinforzate
ogni anno. L'attuale consistenza è di 6 divisioni e nel giro di qualche anno
salirà a l O. Queste truppe saranno in gran parte motorizzate, cosa che però
richiederà ancora molto tempo perché si sta cercando di definire un modello
di veicolo che funzioni altrettanto bene nel deserto senza strade come in patria.
Infatti anche le forze motorizzate metropolitane dovrebbero essere equipaggiate
con lo stesso veicolo così da poter/e, al bisogno, trasferire in Nordafrica» (5 1>.
Prescindendo da questioni di responsabilità, la carenza di veicoli atti
ad operare in terreno desertico è ampiamente documentata. Numerosi so-
no infatti i rapporti militari dalla Libia (1941 e 1942) in cui si lamenta
la mancanza di veicoli cingolati o anche ruotati con adeguata altezza da
terra, massima aderenza e soprattutto muniti di "motori di potenza esu-
berante e di grande ripresa" <5 2>.
Gli antecedenti di tale situazione emergono da uno sguardo panoramico
sulla produzione automobilistica destinata all'Esercito o comunque da que-
sto utilizzata fra il 1925 e il 1941-42.
(51) "Dichiarazioni del generale Pariani" in NARS T- 78/364/3675 963-66.
(52) Così "Relazione del capitano Traniello sulla missione tecnica in A.S. (marzo 1942)"
nonché "Relazione del colonnello Mario Bizzi sulle missioni tecniche in A.S. (marzo
1942)" entrambe in A.U.S.S.M.E. Racc. 2179, pubblicate nel lavoro di cui sopra
a nota 3, II pp. 288-301 e 305-319. Vedi anche gen. A. Albetr "Note alle operazioni
in Africa dall'agosto 1942 al gennaio 1943" (pp. 1-16) NARS T 821 23/964.
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