Page 253 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Altre difficoltà erano quindi determinate dalla condizione dell'Italia
            che non era un paese occupante, come era invece il caso della Germania,
            l'alleato  al  quale  si  faceva  costante  riferimento.

                Infine per una ragione che era stata sempre presente e condizionante
            per l'Italia  nei  rapporti  commerciali e finanziari  con la  Francia  fin  dai
            primi anni della formazione dello stato unitario: la scarsa conoscenza ita-
            liana delle reali risorse di quel paese alla quale faceva riscontro invece da
            parte francese la  visione di  un migliore  quadro  d'insieme  dell'apparato
            economico  italiano <3>.
                 Ma oltre questi fattori più propriamente tecnici due ulteriori e gravi
            difficoltà avrebbero permesso solo parzialmente la  realizzazione dei pro-
            getti  italiani  sull'economia  di Vichy.
                 Da un verso l'accanita puntigliosità nelle trattative dei rappresentan-
            ti di Vichy  i quali  erano convinti  di  dover giustificare la  sopravvivenza
            di questo lembo di Francia con un dirigismo modernizzatore, ma allo stesso
            tempo erano costretti ad accettare la collaborazione con i tedeschi e quin-
            di tentavano  di  affievolire  quella  con  l'Italia.  Non a  caso  alcuni  di  essi
            sognavano  una  Francia  rigenerata  in una  Europa tedesca < 4 >.
                 Dall'altro la sempre più evidente insofferenza dell'alleato tedesco di
            fronte alla semplice eventualità che uomini d'affari o anche organismi eco-
            nomici italiani intrattenessero rapporti economici in terra francese.  Una
            insofferenza che porterà i nazisti a respingere decisamente ogni nostra ini-
            ziativa nei territori da essi direttamente occupati ed a compiere una serie
            di azioni tendenti ad emarginare gli italiani anche dalla cosidetta zona li-
            bera e dalle colonie francesi, come la Tunisia, che rientravano nei disegni
            italiani  di  sfruttamento  o  di  co~egamento economico < 5 >.



            (3)  Che i negoziatori francesi  fossero  costantemente meglio  informati sullo stato dell'e-
               conomia italiana di quanto invece non lo fossero quelli italiani su quella transalpina
               è storia che si  ripete costantemente fin  dal 1861. Si veda in merito E.  Del Vecchio,
               La via italiana al protezionismo,  "Storia delle relazioni economiche internazionali del-
               l'Italia (1878-1888)", Pubblicazioni dell'Archivio Storico della Camera dei Deputa-
               ti,  Roma, .1979,  pag.  231  e  sgg.
            (4)  La  Francia  di  Vichy  e stata  oggetto  di  numerose  opere  non  solo  in  Francia.  Poche
               tra esse tuttavia hanno studiato profondamente la situazione economica di quella enti-
               tà politica che presenta al contrario indubbi fattori di interesse. Tra queste ricordiar-
               no H. Bonin, "Histoire économique de la France", Masson, Parigi, 1988, pag. 121 e sgg.
            (5)  Su questo argomento, ed in generale sui rapporti italo-francesi nei primi anni della
               guerra, si è soffermato efficacemente M. Borgogni, "Mussolini e la Francia di Vichy.
               Dalla  dichiarazione di guerra al fallimento  del  riavvicinamento italo-francese (giu-
               gno  1940- aprile  1942)",  Nuova  Immagine,  Siena,  1991.


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