Page 258 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Si potrebbe riassumere tale progetto nella formula "dirigismo per soprav-
               vivere" < 13>.  L'intervento dello  stato si imponeva infatti soprattutto per la  esi-
               genza primaria della Francia di  non soccombere  alle  difficoltà determinate
               dalla  disastrosa guerra  combattuta  e  dalla  successiva  occupazione  tedesca.
                    Era infatti proprio a  causa dei problemi di rifornimenti  creati dal-
               l'occupazione che, nell'agosto del 1940, aveva origine "l'Ufficio Centrale
               per la Ripartizione della Produzione Industriale", cupola coordinatrice dei
               "Comitati di Organizzazione", competenti per i diversi settori economi-
               ci, e nei quali si possono distinguere tre ruoli principali: raccolta di infor-
               mazioni sulle risorse disponibili e sulle necessità dell'apparato produttivo
               in primo luogo;  quindi .ripartizione delle  risorse tra produttori e consu-
               matori, con particolare riguardo per quelle energetiche, materie prime e
               derrate alimentari; infine elaborazione di griglie di qualità e livelli dei prezzi
               con  evidenti  funzioni  calmieratrici.
                    Posti di fronte alle difficoltà determinate dalle vendite coatte di ma-
               teriali  ritenuti essenziali non solo  alla  sopravvivenza della struttura pro-
               duttiva,  ma  anche  ai  bisogni  essenziali  della  popolazione,  i  dirigenti  di
               Vichy rafforzavano  il loro  controllo sull'economia del paese in modo  da
               evitare che le condizioni di vita della popolazione scendessero oltre limiti
               inaccettabili che avrebbero potuto determinare situazioni di insofferenza
               difficilmente controllabili ed allo stesso tempo per organizzare le imprese
               evitando che si presentassero isolate e quindi in condizione di inferiorità
               nei confronti degli occupanti. Era il sorgere del cosidetto "corporativismo
               di penuria" che, con i "Comitati di Organizzazione" e tutte le commissioni
               di pianificazione successive, riusciva a presentare una efficace opposizione
               elastica alle perentorie manifestazioni delle esigenze tedesche e a far  nau-
               fragare le parallele richieste italiane che si fondavano su basi ben più fragili.
                    Da queste esigenze  economiche e dall'organizzazione che  ne  conse-
               guiva nasceva l'ideologia di Vichy che la disfatta del 1940 era da addebi-
               tare ai difetti della terza repubblica, appesantita e resa inefficente da una
               struttura economica arcaica e da una conflittualità permanente tra datori
               di lavoro e lavoratori che ne avevano irrimediabilmente indebolito il pre-
               stigio e le capacità imprenditoriali. Il governo di Vichy voleva dunque in-
               staurare  un  capitalismo  che  superasse  le  problematiche  sviluppatesi
               soprattutto nella seconda metà degli anni trenta:  eccessiva ingerenzil dei
               sindacati, tensioni sociali, strapotere di trust che avevano trasmesso il po-
               tere decisionale dalla borghesia imprenditoriale ad una inerte burocrazia.


               (13)  H.  Bonin,  "Histoire économique de la  France depuis  1880", cit.,  pag.  121.


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