Page 257 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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due paesi non rappresentava ormai che poco più del 2% del totale0 2 >:
indubbiamente il maggiore ostacolo alle velleità speculative italiane e an-
che alla semplice ripresa dei rapporti commerciali tra i due paesi dopo
la breve guerra seguita alla dichiarazione del 10 giugno.
Gli ostacoli opposti dal governo di Vichy
La travolgente e sconvolgente avanzata delle truppe del Terzo Reich
aveva portato gran parte del territorio francese sotto il diretto controllo
dell'esercito tedesco e dell'apparato del partito nazional-socialista il quale,
come avveniva anche in tante altre nazioni europee occupate, si appresta-
va a tradurre le vittorie militari in sfruttamento delle risorse economiche,
finanziarie ed umane del paese. Contemporaneamente un terzo circa della
Francia si organizzava in quella effimera struttura politica che era la re-
pubblica di Vichy. Infine la cosiddetta "zona verde". Pochi chilometri qua-
drati, più o meno corrispondenti al piccolo comune di Mentone e ad alcune
valli alpestri sulle quali Roma aveva un disegno di annessione, erano di-
rettamente soggetti alla giurisdizione italiana.
In questa situazione era evidente che i progetti italiani di sfruttare
la favorevole contingenza bellica per concludere convenienti rapporti com-
merciali e finanziari con la Francia risultavano limitati e contrastati. Si
trattava in sostanza di ridare vita a rapporti che solo pochi mesi prima
abbiamo visto presocché prossimi all'esaurimento e per raggiungere tale
risultato era evidente che sarebbe stata necessaria una concorde volontà
delle due parti.
Al contrario ben differente era l'atteggiamento delle autorità di Vi-
chy le quali identificavano le loro responsabilità in due finalità che in realtà
si confondevano nella loro applicazione: resistere alle pressioni tedesche
che miravano ad un sistematico sfruttamento di ogni risorsa francese, co-
struire uno stato dirigista che avrebbe presentato il duplice vantaggio di ·
essere ben accetto per le sue affinità ideologiche con la maggiore potenza
occupante e di poter affrontare con maggiore efficacia le difficoltà del
momento.
(12) Istimto Centrale di Statistica, "Sommario di statistiche storiche italiane (1861-1955)",
Roma, 1958, pag. 157.
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