Page 254 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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I  precedenti
                     Una accurata analisi dei dati pubblicati, come di quelli a disposizio-
                ne negli archivi italiani e francesi, conduce a considerare che in effetti gli
                anni trenta avevano segnato il punto più basso dei rapporti economici itala-
                francesi < 6>.
                     I riferimenti cronologici sono precisi in merito. Il 16 dicembre 1931
                il governo francese, che nel frattempo aveva preso la decisione di adottare
                misure restrittive a difesa dei propri mercati ricorrendo al sistema dei con-
                tingentamenti e di riacquistare parimenti la propria autonomia tariffaria
                in diretta correlazione con l'aggravarsi della grande crisi, denunciava tut-
                te  le  convenzioni commerciali in  quel momento in vigore con l'Italia m.
                     La decisione francese non appare certo imprevedibile, anzi lo stesso
                De Stefani l'aveva paventata già da tempo partendo soprattutto dalla con-



                (6)  Sui rapporti commerciali italo-francesi tra le due guerre esiste una vasta letteratura.
                   Vorrei ricordare in particolare L. De Rosa, I rapporti commerciali tra le due guerre mon-
                   diali,  in  "Italia  e Francia  dal  1919  al  1939", Roma,  1981,  pag.  385  e sgg.
                (7)  In particolare quelli del 28  novembre 1898, con i quali era stata conclusa la guerra
                   doganale  iniziata  il  l  marzo  1888.  ·
                   Quello del13 novembre 1922, con il quale non si faceva cadere completamente quello
                   del1898, ma lo si adeguava al profondo mutamento verifica tosi, in conseguenza del-
                   la guerra,  nelle economie delle due nazioni e alla nuova tariffa doganale approvata
                   in Italia. L'accordo del1922 modificava infatti la portata del precedente per quanto
                   concerneva le  specifiche concessioni  tariffarie fatte  dall'Italia poiché ai vecchi  dazi
                   convenzionali sostituiva stipulazioni meglio  rispondenti alla  mutata struttura della
                   tariffa italiana e alle mutate esigenze della produzione francese. Si vedano in propo-
                   sito i processi verbali delle sedute negoziali in Archivio Storico Ministero Affari Esteri
                   (d'ora in poi citato con la sigla A.S.M.A.E.), Serie Economica, Francia,  1922, b.  2.
                   Gli stessi  processi verbali,  come gran parte della  documentazione  corrispondente,
                   si  trovano anche negli Archives du Ministère cles  Finances (d'ora in poi citato con
                   la  sigla A.M.F.) che saranno richiamati solo  nel caso sia stata trovata in essi  docu-
                   mentazione mancante nell'A.S.M.A.E ..
                   Anche l'accordo firmato il 29 maggio  1926, in conseguenza dei provvedimenti do-
                   ganali resi necessari dalla svalutazione del franco, e che aveva condotto ad una revi-
                   sione di quello del1922, diveniva superfluo a seguito di quello del1911. Come pure
                   quello del marzo 1928, reso necessario dal fine di mitigare i possibili effetti di nuovi
                   inasprimenti daziari a danno del commercio italiano derivanti dalla riforma dogana-
                   le francese dell'anno precedente, e quelli del 1930 e dello stesso 1931, relativi ai con-
                   tingentamenti  sul  commercio  dei  bachi  da  seta  e dei  vini italiani.
                   A.S.M.A.E.,  Serie Economica,  Francia,  1940, b.  6,  "Memoria sulle relazioni com-
                   merciali fra l'Italia e la Francia dal1898 allO giugno  1940". La "memoria", lunga
                   43 pagine e con 7 allegati statistici, non è datata, né firmata,  ma è dattiloscritta su
                   carta  stampata  del  Ministero  dell'Industria  e  del  Commercio.


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