Page 255 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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statazione che l'interscambio tra i due paesi si fondava su diversi orienta-
           menti delle politiche economiche: deflazionista in Italia, tendente soprat-
           tutto alla  stabilizzazione del franco  nella  vicina  repubblica.  Non a  caso
           dunque çla  tali premesse il risultato costante più evidentemente negativo
           era stato la formazione di un pesante deficit italiano e la contrazione gene-
           rale  del  commercio.

                Al  fine  di  concludere un nuovo  trattato venivano tempestivamente
           intrapresi tra i due governi appositi negoziati che conducevano, il 4 mar-
           zo  1932, alla  firma  di un modus  vivendi di carattere provvisorio.  Questo
           nuovo patto, data l'eccezionale situazione del momento in cui fu  stipula-
           to, si  limitava a stabilire il reciproco trattamento della clausola della  na-
           zione più favorita, con l'esclusione di alcuni prodotti elencati in apposite
           liste, mentre sanciva, in materia di limitazioni delle importazioni, la pie-
           na libertà delle due parti di adottare misure di restrizione secondo le nor-
           me  previste  dalla  propria  legislazione.  Nell'intento  poi  di  regolare  la
            reciproca importazione dei prodotti vinicoli si giungeva in seguito, 1'8 mag-
          . gio  1933,  alla  conclusione  di  un avenant al modus  vivendi< 8 l.
                Negli anni successivi,  come conseguenza dell'adozione da parte ita-
           liana di  provvedimenti restrittivi  nei  riguardi  delle  importazioni,  i  rap-
           porti commerciali con la Francia, interrotti dall'applicazione delle sanzioni
           economiche, furono ripresi secondo i principi allora adottati nell'ambito
           della  politica economica italiana,  in sostanza sulla base di un sistema di
            clearing. Tale sistema era inoltre sussidiato da un controllo dei contingen-
            ti  in modo  da  consentire  un  saldo  in favore  dell'Italia  da utilizzare  per
           i  crediti  commerciali arretrati.
                Gli accordi però, anche ma soprattutto a causa delle fluttuazioni del
           franco, non risposero pienamente alle aspettative peggiorando decisamente
            nell'ultimo triennio precedente lo scoppio del conflitto, e il 1937 si  chiu-
           deva con un disavanzo per l'Italia di 52 milioni di lire. Si rendevano per-
           ciò necessari nuovi accordi che venivano stipulati il14 aprile 1938 cercando
           di ovviare agli inconvenienti verificatisi. Venne infatti abbandonato il clea-
            ring e sostituito  da un sistema  di  scambi  compensati  regolati  in divisa.
           Rimaneva tuttavia in vigore il principio dei contingentamenti con il qua-
           le,  tenendo conto delle reciproche esigenze di materie prime, di  prodotti
           agricoli  e semilavorati  dei  due  paesi,  si  mirava  a  predisporre un piano
           di scambi che consentisse all'Italia di liquidare progressivamente i vecchi




           (8)  A.S.M.A.E., Serie Economica, Francia,  1931, b.  3 e idem,  1932, b.  2, idem,  1933,
               b.  2.


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