Page 263 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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zione di una nuova "Delegazione generale per le relazioni economiche franco-
tedesche" con il compito di coordinare le posizioni dei prigionieri di guer-
ra, dei lavoratori francesi presso fabbriche tedesche, i piani di restituzione
delle materie prime e delle fonti energetiche prelevate, di organizzare infine
la ripresa della produzione francese <m. Risultati modesti comunque come
appare evidente poi dai "Protocolli di Parigi" della fine di maggio e d,al
successivo incontro di dicembre tra Goering e Petain che, nonostante gli
sforzi dei francesi, non sanzionano i progetti di integrazione economica fon-
dati su una pur relativa reciprocità. L'immediato futuro stabilirà comun-
que che il 1941 ha segnato nei confronti della Germania i maggiori successi
in campo economico della Francia di Vichy che sarà sempre più coinvolta,
suo malgrado, in una passiva partecipazione allo sforzo bellico tedesco.
Ripresa e sviluppo delle relazioni economiche italo-francesi
Appare dunque alquanto evidente che per i responsabili di Vichy le
maggiori preoccupazioni del settore economico, e non solo in questo ov-
viamente, venivano dai tedeschi e non dagli italiani.
Questi ultimi tentano infatti di indirizzare le loro relazioni economico-
finanziarie secondo il modello tedesco, ma troppo spesso i risultati che
riescono a conseguire sono chiaramente deludenti. Mancavano in effetti
agli italiani una serie di requisiti per soddisfare le proprie ambizioni nel
settore economico a danno dei francesi a partire dalla formulazione stessa
del regime armistiziale che aveva ignorato i problemi economici e dalla
loro posizione di vincitori che in realtà non controllavano rilevanti por-
zioni di territorio.
Si aggiunga inoltre che l'importanza attribuita dagli italiani alla ri-
presa delle relazioni economiche e il tiepido atteggiamento francese in pro-
posito era in netto contrasto con quanto si era delineato nel periodo della
non belligeranza. Allora erano i francesi che cercavano, anche con un cer-
to affanno, legami con l'economia italiana per sostenere lo sforzo bellico.
Ora erano gli italiani che avrebbero voluto disporre delle risorse della zona
libera e dei territori nord africani dell'impero francese per sostenere una
macchina bellica in gravi difficoltà. Era in sostanza una inversione di ten-
denza non semplice da realizzare soprattutto considerando il diffuso sen-
timento antitaliano provocata dai tempi e dai modi dell'intervento in guerra.
(17) La prima delegazione ebbe vita effimera tra il novembre del 1940 e il gennaio
seguente.·
A.S.M.A.E.F., Guerre 1939-45, Série Z, Vichy-Europe, ltalie, b. 439.
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