Page 266 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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scadenza iniziale del  1941  il bilancio delle stesse  risultasse piuttosto delu-
               dente < 2 3>,  soprattutto per la delegazione economica italiana la  quale inten-
               sificava i suoi sforzi per creare strumenti giuridici che riuscissero a determina-
               re  risultati maggiori di quelli  conseguiti  con la  convenzione di  agosto (24).
               Le  convenzioni concluse  nel  1941

                   Si spiegano in tal modo i numerosi accordi e convenzioni che costel-
               lano  la  strada  dei  rapporti economico-finanziari  nel  corso  del  1941.

                   Il primo problema che si doveva tentare di risolvere era quello della
               liquidazione  della  situazione  creata  dalle  due  settimane di  ostilità.

                   In effetti era stato convenuto che le merci bloccate, sia in Italia che
               in Francia a seguito degli eventi bellici, sarebbero state liberate, ma le dif-
               ficoltà  poste  per la  formulazione  esatta delle liste  dei materiali aveva  in
               effetti prolungato nel tempo la  soluzione del problema.  Problema che  si
               poneva allo stesso modo per le merci sequestrate. In applicazione dell' ar-
              ticolo  l 7 della convenzione di armistizio le merci sequestrate a seguito del



              (23)  Il  bilancio dell'interscambio  dimostrava  che  gli  accordi del  23 agosto  erano stati
                   rispettati,  al  primo gennaio  1941,  solamente  per poco  più di un terzo.
              (24)  Già dopo due mesi dalla  firma  dell'accordo che rimetteva in moto l'interscambio
                   itala-francese, l'iniziativa della  delegazione italiana aveva portato alla  conclusione
                   dello scambio di  note del  15  ottobre  1940 con il quale era stato perfezionato un
                   prestito senza interessi dalla Francia al Tesoro italiano di 50 milioni di franchi allo
                   scopo di facilitare  lo  sviluppo del commercio. Tale  somma doveva  essere versàta
                   secondo quote di importo variabile che dovevano appunto essere commisurate al·
                   l'entità degli scambi e il loro utilizzo era previsto per i pagamenti che l'Italia avreb·
                   be dovuto effettuare in Francia o nei territori dell'impero francese durante il periodo
                   dell'armistizio.
                   "Trattati e convenzioni, Accordi fra l'Italia e la Francia (Roma,  15 ottobre 1940)",
                   Ministero  degli  Affari  Esteri,  Roma,  1940  (XVlll).
                   Il 27 novembre 1940 era inoltre disciplinato il regolamento dei rapporti di assicu·
                   razione e  di  riassicuraziorie  per  i quali furono  istituiti un conto assicurazione  in
                   lire ed uno in  franchi.  Il conto assicurativo  in lire veniva utilizzato  p~r il regola·
                   mento dei crediti e debiti corrispondenti ai contratti stipulati in valuta diversa dal
                   franco  tra  le  compagnie  italiane e francesi  di  assicurazione  e  di  riassicurazione.
                   n conto assicurazione in franchi veniva invece utilizzato per le somme riferentesi
                   a  debiti  e  crediti  espressi  in franchi.
                   I  saldi  dei  due conti  potevano essere  compensati con gli  eventuali saldi  di  segno
                   contrario esistenti presso i conti pressò i conti speciali in lire e in franchi intratte·
                   nuti tra le  Ferrovie italiane e la  Società  Nazionale  delle  Ferrovie  Francesi.
                   "Trattati e convenzioni, Accordi fra l'Italia e la Francia (Roma, 27 novembre 1940)",
                   Ministero  degli  Affari  Esteri,  Roma,  1940 (XVIII).
                   In realtà al 9 settembre 1943, data con la quale si concludeva il regime armistiziale,
                   il conto in lire risultava passivo per l'Italia per 655.385 lire, mentre quello in fran-
                   chi  era  a  credito  per l'Italia  di  227.769.


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