Page 264 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 264

Ma  soprattutto  si  evidenziavano  due ulteriori gravi  difficoltà.

                     In primo luogo una contradizione di  base,  nata con la  firma  stessa
                dell'armistizio. Da parte italiana si era manifestata infatti immediatamen-
                te una netta  chiusura ad un riavvicinamento  politico  con Vichy,  che  al
                contrario era stato  oggetto di  chiare aperture francesi  soprattutto nell'e-
                state del 1940. Si prendeva però l'iniziativa per una ripresa dei rapporti
                commerciali e finanziari alla ricerca di ulteriori energie per sostenere uno
                sforzo  bellico  di  fronte  al  quale si  dimostravano  sempre più inadeguate
                le  risorse  del  paese OB>.
                     Il passo non era stato comunque respinto dai dirigenti di Vichy che
                vedevano in esso  la possibilità di  soddisfare alcune rilevanti finalità.  In-
                nanzitutto  risolvere  parzialmente  due  problematiche che  potevano  rive-
                larsi di grande utilità per l'equilibrio e l'ordine interni:  tranquillizzare i
                francesi circa la sicurezza dei loro beni in Italia, superare il problema dei
                rifornimenti di derrate alimentari che stavano diventando un tema inquie-
                tante per una repubblica  separata dai  suoi migliori  centri produttivi in
                mano ai tedeschi.  Quindi  riaprire attraverso il  nord italiano  quel vitale
                commercio con i paesi danubiani che tra le due guerre si era dimostrato
                di grande vitalità. Infine ottenere, attraverso la soddisfazione delle più im-
                pellenti  necessità  economiche italiane,  un atteggiamento più conciliante
                dell'Italia sia per quel che riguardava i rapporti politici con la zona libe-
                ra,  sia  quale  tramite  benevolo  nei  confronti  dell'occupante  nazista.
                     Sulla base di tali diverse prospettive si era concretizzata il 23 agosto
                1940  la  ripresa  dei  rapporti  commerciali  italo-francesi < 1 9>.  Questa  era



                (18) ·Che l'iniziativa della ripresa dei rapporti commeriali e finanziari sia stata italiana
                    nel luglio del  1940 è non solo ampiamente dimostrato in numerose pubblicazioni,
                    ma confermato dalla pubblicazione dei documenti diplomatici sia italiani che francesi.
                (19)  Tali accordi prevedevano determinati contingenti all'importazione sia in Italia (rot-
                    tami, fosfati, alluminio ecc.) che in Francia (formaggi, agrumi, seta greggia, frutta
                    secca, oli essenziali ecc.).  I contingenti stabiliti in questo primo accordo per il pe-
                    riodo che  veniva  a  scadere con  il  31  dicembre dello  stesso anno,  furono  poi  più
                    volte modificati con i vari processi verbali  delle  riunioni  delle  due  delegazioni  a
                    seconda dell'andamento effettivo degli scambi i quali fin dall'inizio non corrispose-
                    ro  alla  re'altà  delle  previsioni  fatte  in sede  di  accordi.
                    Oltre alla variazione dei contingenti gli accordi italo-francesi prevedevano e defini-
                    vano varie operazioni  particolari,  prime tra esse  le  compensazioni  private.
                    Con questi accordi di agosto era convenuto inoltre che i prezzi delle merci scambia-
                    te sarebbero stati fissati in lire italiane e che il pagamento delle merci francesi doveva
                    effettuarsi mediante accreditamento a un conto aperto presso l'Istcambi a favore della
                    Banca di Francia. Le disponibilità di questo conto dovevano essere utilizzate, su do-
                    manda del suo intestatario, per il pagamento di merci italiane esportate in Francia.


                262
   259   260   261   262   263   264   265   266   267   268   269