Page 267 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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blocco alleato avrebbero dovuto essere restituite e riportate in un porto
della Francia o dell'Africa del Nord per un valore stimato dagli italiani
in 294 milioni di lire. Dopo la restituzione effettiva di merci per un valore
stimato di 223,5 milioni veniva conclusa una transazione, nell'agosto del
1941, per la quale il valore· del saldo era calcolato in 55 milioni di lire < 25 >.
L'Italia reclamava comunque dalla Francia 13,2 milioni di lire per
spese di assicurazione e di trasporto relative alle merci requisite e aveva
immobilizzato sul conto di clearing una somma equivalente di merci fran-
cesi, ma in ogni caso la somma del valore delle merci requisite ai francesi,
al tasso concordato di 2,21 franchi per lira, rappresentava un credito a
favore della Francia di 594 milioni di lire che furono in parte effettiva-
mente restituti e per il residuo di 100 milioni di franchi iscritti nell'accor-
do di clearing. Mentre anche il dissidio relativo alle navi italiane in mano
francese era risolto in maniera soddisfacente < 26 >.
Di maggiore difficoltà risultava ovviamente il problema della consegna
delle materie prime .. Gli accordi di Wiesbaden dell'anno precedente aveva-
no imposto alla Francia la consegna all'Italia di 1.000 tonnellate di gomma
che erano state aggiunte alle 13.350 tonnellate destinate a profitto della Ger-
mania, ma era evidente che né la forma, né la quantità del prelevamento po-
tevano soddisfare le necessità belliche prospettate dalla delegazione italiana
la quale si batteva inoltre tenacemente per una soddisfacente soluzione degli
accordi di compensazione. Questi potevano essere distinti in tre sezioni: l'ac-
cordo di clearing, le compensazioni secondarie, i trasporti.
Secondo le condizioni previste nell'accordo del23 agosto, e le cui dispo-
sizioni di ordine generale saranno confermate nelle successive trattative, le
relazioni commerciali tra Italia e Francia erano state riallacciate sulla base
dell'equilibrio degli scambi per tutta quella serie di ragioni già delineate a
proposito degli accordi armistiziali. Il principale obbligo che ne derivava per
le nostre importazioni era quindi che esse non potevano svilupparsi oltre il
limite imposto dalle disponibilità create a nostro favore dalle esportazioni
preliminarmente realizzate. Per cui gli uffici degli scambi erano costretti a
(25) La somma era regolata con un accordo di clearing fino alla concorrenza di 46,5
milioni e tramite scambi in natura per gli 8,5 milioni mancanti.
Archives Economiques et Financieres, b. 10768.
(26) Si trattava di 7 navi (Rosandra, Tagliamento, Nicolò Odero, Dandolo, San Pietro,
Fortunato e Semien) effettivamente in mano francese, della Capo Olmo che era sta·
ta ceduta agli inglesi a Gibilterra e di due petroliere che furono rimpiazzate dalla
cessione di altrettante francesi anche se la delegazione d'oltralpe affermava che que·
sre ultime si trovavano in un porto venezuelano.
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