Page 265 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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prevista non attraverso trattative tra privati, ma tramite l'intervento atti-
vo di organismi governativi coordinati dalla Commissione Economica na-
ta all'interno della C.I.A.F. < 20>. Tuttavia lo sviluppo degli avvenimenti del
periodo post armistiziale dimostrava ben presto che i calcoli dei responsa-
bili di Vichy mal si conciliavano con le finalità degli italiani i quali vole-
vano unicamente realizzare il massimo sfruttamento delle risorse francesi
compatibile con la sostanzialmente debole posizione italiana. Essi non in-
tendevano assolutamente collegare i rapporti economici con quelli politici
evidenziando in tal modo la completa mancanza di sintonia con gli obiet-
tivi delle autorità di Vichy. La seconda difficoltà, individuabile nell'atteg-
giamento tedesco di insofferenza di fronte alla volontà italiana di partecipare
all'accaparramento dei prodotti francesi, non faceva che alimentare ulte-
riormente i malintesi iniziali e le difficoltà successive tra Roma e Vichy.
Nel corso del secondo semestre del1940 in effetti i tedeschi avevano
posto ogni sorta di difficoltà all'inserimento di uomini di affari italiani
in territorio francese al punto da spingere prima i responsabili della C.I.A.F.
a ricercare un accordo con le autorità locali di occupazione e in seguito
lo stesso governo di Roma a concludere un modus vivendi con quello di Ber-
lino per evitare attriti e facilitare gli inserimenti economici italiani < 21>. Ma
ambedue le vie si erano dimostrate alquanto inefficaci e risultava difficile
per i nostri responsabili individuare da quale parte provenissero le mag-
giori difficoltà ad una effettiva ripresa delle relazioni economiche. Dal ne-
mico vinto che rifiutava sostanzialmente di riconoscersi tale e che intendeva
chiaramente patteggiare concessioni economiche con riconoscimenti poli-
tici o dall'alleato che non mostrava di gradire alcuna intromissione in quello
che evidentemente considerava una sua esclusiva riserva < 22>.
Difficoltà dunque, serie difficoltà avevano ostacolato la ripresa delle
relazioni commerciali tra l'Italia e la repubblica di Vichy nel corso del se-
condo semestre del 1940. Non c'è di conseguenza da meravigliarsi se alla
(20) Commissione Italiana di Armistizio con la Francia. L'organizzazione e la storia stessa
della C.I.A.F. è efficacemente ricostruita in Romain H. Rainero, "Mussolini e Pe-
tain. Storia dei rapporti tra l'Italia e la Francia di Vichy (10 giugno 1940 - 8 set-
tembre 1943), Tomo I, Narrazione", Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storie#,
Varese, 1990.
(21) Il modus vivendi fu firmato il 17 agosto 1940. Si veda in proposito M. Borgogni,
"Mussolini e la Francia di Vichy", cit., pag. 125 e sgg.
(22) Le preoccupazioni italiane, che si trasformano ben presto in timori, sull'atteggia-
mento tedesco di chiusura di fronte alle rivendicazioni dei nostri interessi economi-
ci in territorio francese sono sinteticamente ed efficacemente delineate in D.D.I.,
Serie IX (1939-43), voli. V e VI.
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