Page 277 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 277
raneo centrale, con l'arretramento costante delle forze di Graziani sul fronte
del nord-Mrica che avrebbe richiesto l'apporto e ceduto l'iniziativa alle truppe
tedesche di RommeL E il1941 non faceva che confermare questa linea ten-
denziale che ormai affidava ai nazisti il controllo delle operazioni militari.
Il progressivo isolamento del vice-presidente del consiglio e ministro
degli esteri Lavai, uomo inviso a Petain e alla quasi totalità del ministero
francese anche per il suo possibilismo di fronte alle rivendicazioni italia-
ne, e la sua sostituzione con Flandin, confermavano le tendenze più rigide
di Vichy nei nostri confronti, del resto già manifestatesi dal giugno 1940
nel corso dei negoziati armistiziali.
Era quindi un logico complemento l'alternanza illusoria tra speranza
e sostanziale fallimento dei negoziati commerciali che aveva contrassegna-
to il loro svolgimento durante tutto il 1941 e che provocava anche l'ulti-
ma delusione: l'esiguità dei risultati raggiunti dalle trattative per i
rifornimenti alla Libia.
I rifornimenti alla Libia avevano costituito fin dai primi mesi del-
l'anno un problema di sempre più difficile risoluzione in proporzione di-
retta con la maggiore percentuale di perdite che la nostra marina mercantile
subiva lungo la rotta libica < 44>, nonostante i distruttivi bombardamenti
su Malta, e con la esiguità di prodotti e materie prime che angustiava i
comandi militari.
I sei mesi di regime armistiziale dell'anno precedente avevano già chia-
ramente svelato le intenzioni francesi di non impegnarsi a fianco delle po-
tenze dell'Asse prima di conoscere la posizione che queste avrebbero
riservato alla Francia nella "nuova" Europa e in questa prospettiva il pro-
blema dei rifornimenti alla Libia costituiva, l'anno successivo, un test di
particolare valore. Nei colloqui franco-tedeschi del dicembre 1941 a Pari-
gi, Berlino e Wiesbaden si era in effetti manifestato un progressivo irrigi-
dimento francese che aveva portato ad indicare, quale contropartita,
condizioni evidentemente inaccettabili che a loro volta avevano indotto
Hitler a ritenere inaffidabili i francesi e a consigliare di conseguenza Mus-
solini a risolvere il problema dei trasporti senza contare sul loro aiuto < 4 5>.
(44) In realtà negli ultimi mesi del1941la pressione della flotta inglese era parzialmente
ridimensionata dalle ostilità con il Giappone che assorbivano alcune unità prima
dislocate nel Mediterraneo, dall'efficacia dell'aviazione tedesca intervenuta in forze
e dalla impresa dei M.A.S. che la notte del 19 novembre avevano forzato la base
di Alessandria e affondato due unità della Mediterranean Fleet. L'efficacia della ma-
rina e dell'aviazione inglese ai danni dei nostri trasporti non tardava comunque
a manifestarsi di nuovo nel giro di pochi mesi.
(45) Si confronti in proposito M. Borgogni, "Mussolini e la Francia di Vichy", cit., pag.
277-8.
275

