Page 416 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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ziale offensivo dell'isola. Fino a giugno 1942 tutto quello che partì dall'I-
                talia  arrivò  praticamente a destinazione.  Fu quello,  anzi,  il periodo mi-
                gliore dell'intera  nostra guerra.

                     Dunque durante i  due anni  che  vanno  dal giugno  1940  al  giugno
                1942, la troppo citata aggressività di Malta ebbe carattere di alta perico-
                losità  solo  per una  settantina di  giorni.
                     Nell'estate  1942 l'offensiva  itala-germanica  portò il fronte  sino  ad
                El Alamein. La conseguenza sul traffico marittimo fu lo spostamento delle
                rotte verso levante e il centro strategico della guerra navale, che aveva gra-
                vitato sino ad allora attorno a Malta, si spostò in altro scacchiere. In quel
                periodo le rotte dei convogli passavano distanti da Malta: navigavano sot-
                to le coste greche, per sbucare poi nel Mediterraneo orientale. In quel pe-
                riodo Malta fu fuori causa: chi operava contro il nostro traffico erano gli
                aerei delle basi egiziane, di Haifa, di Cipro; i sommergibili che proveniva-
                no  dall'Egitto,  dalla  Palestina,  addirittura da  Gibilterra.
                     Tirando le somme, dal giugno  1940 all'autunno  1942, periodo che
                coincide con quello della prima fase della _guerra mediterranea, Malta rap-
                presentò una vera e grave minaccia per il traffico convogliato italiano solo
                negli  ultimi  tre  mesi  del  1941.
                     Non fu dunque Malta a compromettere i rifornimenti all'esercito d'A-
                frica  e non  fu  essa  a provocarne la  carenza al fronte  decisivo  di  El  Ala-
                mein.  Ciò  che  accadde  dopo  l'ottobre-novembre  1942,  coll'offensiva
                dell'VIII Armata britannica sul fronte libico-egiziano e con lo sbarco anglo-
                americano nel Nord Africa  occidentale,  non ebbe più molto significato:
                la  guerra era  ormai perduta!
                     La guerra africana era perduta, ma non certo o,  quanto meno, non
                solo,  per la  pressione che  il nemico esercitò sui  nostri traffici marittimi.
                Le cause determinanti della carenza di munizioni, benzina, armi, automezzi
                in cui si  dibatterono i combattenti in Africa Settentrionale furono molto
                più complesse di quanto non si sia fatto credere. Soprattutto non possono
                identificarsi  solo  coll'attività dei  mezzi  offensivi britannici contro il no-
                stro traffico marittimo e tanto meno coll'azione che svolse Malta che per
                lungo tempo, ed ancora oggi, la si vuole rappresentare come la causa pri-
                ma,  non vera  ma  falsa,  di una  no~tra sconfitta  in  mare.

                     Il ruolo distruttivo che Malta ebbe per i nostri movimenti navali du-
                rante la ritirata di Libia e la campagna tunisina fa parte di un'altra storia:
                Malta in mani britanniche o Malta da noi occupata, non avrebbe a quel


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