Page 172 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Occorreva altresì dare certezze ai rimpatrianti, oltre che re-inquadrarli
politicamente, visto che erano stati lontani lungo tempo dalla madrepa-
tria; oltre a dare loro la sensazione che era previsto un rapido ritorno a
quelle terre che avevano lasciato, occorreva far loro prendere contatto con
la nuova realtà italiana, propagandata in maniera negativa dagli antifasci-
sti e dai disfattisti: il profugo doveva rendersi conto che l'Italia era ancora
un paese in pieno vigore, anche se aveva dovuto temporaneamente lascia-
re ad inglesi ed etiopici le terre africane e che era grata ai suoi figli che
lasciavano averi e affetti in terra lontana. A questo scopo, oltre alla biblio-
teca di bordo, opportunamente selezionata, potevano provvedere i gior-
nali di bordo che, predisposti a Roma prima della partenza, in fogli
semi-stampati, in edizioni speciali per i rimpatrianti, riportavano in pri-
ma pagina bollettini di guerra e nelle pagine interne articoli scelti per in-
formare e indottrinare i profughi, nonché notizie della vita di bordo,
stampate artigianalmente sulle singole unità durante la navigazione < 4 9).
Anche nell'ottica di sensibilizzare il giudizio del profugo e convin-
cerlo che la propaganda nemica relativa ad un disastro delle condizioni
di vita in Italia non corrispondeva a verità, le necessità materiali dei pro-
fughi furono considerate con attenzione, per cui oltre ai vestimenti e a
una corretta equilibrata alimentazione a bordo, dopo le privazioni patite
in terra d'Africa, fu predisposta l'erogazione di un sussidio straordinario
per chi ne aveva bisogno, sussidio che fu pagato immediatamente prima
di scendere a terra. Fu altresì previsto un sussidio mensile per chi non
aveva fonti di reddito in patria.
Le fasce sociali emigrate nell'Impero erano di varia composizione e
così la popolazione, che era stata internata e che salì a bordo delle navi,
era di varia estrazione per cui le reazioni alla vicenda del rimpatrio e il
comportamento a bordo, così come i giudizi sull'andamento dell'opera-
zione furono estremamente diversificati. Alcune testimonianze narrano come
tutto fosse molto ben organizzato e ben condotto: molte lettere furono in-
viate al Duce di ringraziamento per lo sforzo effettuato dai singoli e dal-
l'amministrazione nei confronti dei profughi (50). Non si può comunque
(49) Le edizioni speciali, nel primo viaggio, furono del Popolo d'Italia, del Corriere della
Sera e del Giornale d'Italia.
(50) V. varie lettere di elogio in A.S.M.A.I., pos. 180/46, fascicolo relativo alle relazioni
dei rimpatriati. Nello stesso fascicolo si trova il telegramma di Mussolini a Teruzzi,
n. 182017 del17.7.1942, ricordato dal Del Boca nel suo volume, precedentemente
citato, a p. 564: "Ho letto con interesse ed emozione le prime relazioni dei rimpatriati dall'
Etiopia. Ne riparleremo a fondo".
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