Page 167 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 167

Ai  primi di aprile del  1942 < 3 0  le unità requisite dal Ministero del-
            l' Africa Italiana, i due piroscafi Caio  Duilio <3 2 ) e Giulio Cesare  m>  e le  due
            motonavi Saturnia <3 4 l  e Vulcania (35)  poterono lasciare i rispettivi porti nei
            quali erano alla fonda per riunirsi in convoglio a  Gibilterra, ove sarebbe
            salita a bordo la guardia armata britannica, incaricata, durante la naviga-
            zione, del controllo della stazione di radiotelegrafia,  della  condotta gene-
            rale di navigazione e del consumo dei combustibili, mentre in porto avrebbe
            effettuato  il  controllo  delle  persone che fossero  scese  a  terra  e quello  dei
            combustibili imbarcati e sbarcati. Era inteso che nessuna interferenza tale
            guardia avrebbe avuto sul servizio interno di  bordo (alloggiamenti,  per-
            manenza  nei  ponti,  distribuzione  alimenti,  acqua,  vestiario,  ecc.)  sia  in
            navigazione  che  nei  porti.
                 In realtà, seppur difficili e delicati, i contatti e gli accordi con il Go-
            verno britannico, attraverso i curatori degli interessi, erano stati relativa-
            mente più facili che l'organizzazione, in ambiente italiano, della spedizione,
            in quanto in tutta la  vicenda il Governo fascista  doveva  tenere conto  di
            due aspetti assai importanti:  i riflessi sull'opinione pubblica interna e le
            reazioni  dei  rimpatrianti,  persone di  ogni  livello  sociale  e  culturale,  che
            si  apprestavano  a  rientrare in  patria dopo  moltissimi  anni di  assenza  e
            in condizioni così  precarie, avendo  perduto tutto  o quasi dei loro averi,
            per non parlare di chi aveva lasciato in terra africana anche dei morti <3 6 l.
                 Per quanto riguardava l'impatto sull'opinione pubblica interna, agli
            inizi si cercò dunque di condurre l'operazione sommessamente, anche se
            fu  fatta  alla  popolazione un'offerta positiva:  considerando che da lungo
            tempo era stato difficile lo  scambio delle notizie con i  congiunti in terra
            africana, visti i problemi con i quali la posta arrivava e partiva dall'Africa
            Orientale, dopo la vittoria degli inglesi, si decise di utilizzare i viaggi delle
            navi verso le ex-colonie italiane per poter far  arrivare agli internati e alla



            (31)  Per i dettagli sulla partenza delle varie unità cfr.  ivi,  n.v.  n.  31105680/119 A.O.I.
                del  16.3.1942,  Ministero  degli  Affari  Esteri  alla  Legazione  di  Svizzera.
            (32)  Disponeva, dopo le  trasformazioni dell'allestimento effettuate per il rimpatrio dei
                connazionali,  di  2263  posti,  più 47  di  isolamento  infettivi.
            (33)  Disponeva  di  2154  posti  più 47  per  isolamento.
            (34)  Disponeva  di  2484  posti  più  33  di  isolamento.
            (35)  Come  per la  Saturnia.
            (36)  Del Boca nel suo volume, precedentemente citato, fa  ampio riferimento a testimo-
                nianze di mogli di funzionari coloniali e di imprenditori italiani e ne riporta alcuni
                brani.


                                                                               165
   162   163   164   165   166   167   168   169   170   171   172