Page 163 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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le cui prime pagine furono provvidenzialmente occupate in quei giorni
dalle vicende militari vittoriose che avevano visto la presa di Tobruk 09>.
Certamente le ripercussioni politiche di un tale rimpatrio erano da
considerarsi con grande cura e lo furono, perché il rientro di una tale massa
di italiani e soprattutto di italiane, che era stata lontana dalla madrepatria
tanto tempo, avrebbe potuto comportare anche seri problemi di ordine
interno, per le ricadute psicologiche di un rimpatrio imposto, affrettato
e in difficili condizioni. Una volta rientrati nelle regioni di origine, i rim-
patriati non avrebbero dovuto costituire "elemento di depressione" < 20>. Il mo-
mento non era dei più facili e opportuni per tale operazione: il dissidio
fra Italia e Germania si aggrava va < 2 0; il consenso al Duce e al fascismo
non era più granitico e gli errori politici e militari di Mussolini iniziavano
ad essere molto evidenti non solo alla popolazione, ma riconosciuti anche
da gran parte della "nomenclatura" fascista più avvertita e realista.
Nelle decisioni del Governo fascista, elemento da non sottovalutare
era la situazione economica italiana che, dopo due anni di guerra, era molto
compromessa, anche se tasse e gabelle vessatorie di ogni genere continua-
vano a pesare sull'intera cittadinanza: l'organizzazione della missione com-
portava anche un pesante sforzo economico per le vuote casse statali.
Nonostante la situazione contingente, la missione fu comunque effettuata
con grande dispendio di mezzi. Ma il rimpatrio era dunque operazione
di grande delicatezza, sotto molti aspetti, alla quale però il Governo fasci-
sta non poteva assolutamente sottrarsi.
Anche la conoscenza di un altro elemento, oltre alle considerazioni
già viste, aveva indicato chiaramente al Governo fascista che doveva co-
munque procedere al rimpatrio richiesto: il Vaticano aveva preannunciato
(19) Sul Corriere della Sera del mercoledì 24 giugno a p. 3 comparve un piccolo trafiletto
sull'arrivo delle navi nel porto di Napoli, nonostante le maggiori Autorità dello Sta-
to e alti esponenti della famiglia reale si fossero recati ad accogliere i rimpatriati;
giovedì 25 giugno a p. 2, il giornale riprese la notizia dell'arrivo "dei viaggiatori,
il cui spirito patriottico è altissimo". Sul quotidiano La Stampa, il 23 giugno a p. 4,
fu data la notizia corredata da una foto; il 25 giugno a p. 2 si parlò dell'arrivo
a Torino dei piemontesi che erano rientrati con quel convoglio dall'Africa Orienta-
le. Anche l'Osservatore Romano, che pur non era certo ligio agli ordini del Ministero
della Cultura Popolare non ritenne di dover dare la notizia con grande rilievo: la
riportò con un picccolo articolo a p. 4 dell'edizione del 25 giugno 1942.
(20) Cfr. Relazione Teruzzi, cit., p. 9.
(21) Cfr. in questo volume in particolare il già citato saggio di Pierluigi Bertinaria, "Hi-
tler e Mussolini ... " e la ricerca di Silvia Berri, "Le Autorità politiche e la guerra".
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