Page 168 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 168
popolazione civile italiana le lettere dei propri familiari in Italia e vicever-
sa. All'Agenzia Stefani venne dato un sobrio comunicato da diffondere,
tramite i soliti canali controllati (stampa di regime e organizzazioni fasci-
. ste patriottiche) con i dettagli riguardanti l'effettiva utilizzazione di tale
possibilità. L'operazione ebbe un prevedibile successo: più di 90.000 let-
tere furono inviate e passate alla censura, sia degli italiani sia degli inglesi
e solo dieci furono trattenute, a dimostrazione della "maturità" degli ita-
liani (3 7>. Primo effetto di immagine dunque: la spedizione per il "tempo-
raneo rimpatrio" dei connazionali dimostrava la vitalità, l'efficienza e
l'interesse del Governo fascista, anche nei confronti di quegli italiani che
avevano congiunti lontani in terra d'oltremare, internati, concentrati o pri-
gionieri, i quali avrebbero potuto finalmente ricevere notizie dalla madre-
patria.
L'operazione doveva risultare un fatto positivo e non negativo, an-
che perché, come già rilevato, l'organizzazione delle navi, la sistemazione
di bordo, l'allestimento sanitario, i rifornimenti costituirono uno sforzo,
economico e organizzativo, imponente al quale si sottopose il Governo fa-
scista: fu creata dapprima una Commissione interministeriale per l' orga-
nizzazione della spedizione (3S) e poi, per la realizzazione dei viaggi, una
missione ad hoc, a capo della quale venne messo Francesco Saverio Caro-
selli, ex Governatore di Colonia e con lo stesso grado considerato per quella
funzione.
Come già ricordato, nelle difficili contingenze economiche in cui ver-
sava l'Italia di quel periodo, ben 26 milioni furono previsti e spesi per
l'allestimento speciale delle navi e altrettanti milioni si dovevano prevede-
re per il ripristino delle unità, una volta terminato il rimpatrio e rese le
navi alla Fiumare e alle altre compagnie di navigazione che le avevano
messe a disposizione. E non solo queste erano le spese che si dovevano
affrontare: la parte più ingente e difficile riguardava certamente gli esbor-
si in valuta, già scarsa nelle casse statali, per l'approvvigionamento dei
combustibili. Ma le spese non si fermavano solamente a queste erogazio-
ni, considerando che indubbiamente bisognava anche pensare alla conces-
sione di un immediato sussidio per i rimpatriandi allo scopo di permettere
(37) Cfr. Marco Pomilio, cit., p. 628.
(38) Decreto interministeriale n. 3 78 del 28.1.1942. Della Commissione interministe-
riale fecero parte rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri, dell'Africa Italia-
na, della Regia Marina e della Finmare.
166

