Page 166 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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ad annullare ogni influenza italiana nel Corno d'Africa" < 27 l. Era un esatto in-
quadramento del problema.
Dal punto di vista dell'organizzazione logistica della missione sono
ben note < 28 l le varie difficoltà che costellarono gli accordi che finalmente
intervennero tra il Governo britannico e quello italiano, per il tramite dap-
prima degli americani e, dopo la loro entrata in guerra, degli svizzeri. Il
punto più difficile e controverso dell'accordo riguardò soprattutto la rotta
che le unità italiane avrebbero dovuto seguire nei viaggi: l'Inghilterra non
accettò nemmeno di prendere in considerazione la richiesta -italiana di pas-
sare attraverso il Canale di Suez e pretese invece la rotta di circumnaviga-
zione dell'Africa, per il Capo di Buona Speranza, il che avrebbe fatto durare
ogni viaggio di rimpatrio circa tre mesi, con grave dispendio di combusti-
bile e conseguentemente di valuta pregiata per la parte italiana. Infatti gli
inglesi pretesero che i rifornimenti di olio e di combustibili fossero effet-
tuati direttamente dagli italiani, anche se poi suggerirono un sistema di
reintegro del consumo di carburanti < 2 9l. Gli inglesi chiedevano poi che
in ogni viaggio fossero rimpatriate tredicimila persone, considerando ap-
punto anche l'evacuazione della Somalia e dell'Eritrea; ma per ogni viag-
gio invece si arrivò a rimpatriarne solo circa diecimila <3°l.
È altrettanto noto l'incidente dell'affondamento della petroliera Lu-
cania, uscita da Taranto il12.2.1942, nel pieno rispetto degli accordi pre-
si, silurata e colata a picco nello stesso Golfo, poco dopo: incidente de-
plorevole, che ritardò un poco l'inizio della missione; incidente per il qua-
le comunque i britannici si scusarono e si impegnarono a provvedere alla
sostituzione della petroliera, alla fine delle operazioni di rimpatrio, con
altra petroliera italiana rifugiata in un porto neutrale.
(27) Relazione n. 200091/31.8.1942, cit., p. 3.
(28) Per una descrizione dettagliata delle varie fasi dell'organizzazione della missione
si veda il citato articolo di Pomilio e quello di Masotti.
(29) Cfr. Relazione Teruzzi, cit., p. 3. Per la parte tecnica i rapporti furono tenuti da
parte americana, dall'Addetto navale e per l'Italia, dall'ammiraglio di divisione Giu-
seppe Raineri Biscia. Per i dettagli tecnici si veda in particolare A.S.M.A.I., pos.
180/45, f. 160, doc. n. 31/82/C del 3.1.1942, Gabinetto Ministero della Marina
al Ministero dell'Africa Italiana.
(30) Il primo viaggio avvenne tra l'aprile e il giugno 1942; il secondo: novembre
1942-gennaio 1943; il terzo e ultimo: maggio-settembre 1943. Durante il terzo viag-
gio arrivò a bordo la notizia della caduta del Fascismo: il 7 agosto 1943 un marco-
nigramma indirizzato a Caroselli, nel dare questa informazione, stabiliva anche la
"soppressione dell'uso dell'uniforme coloniale e dei distintivi fascisti", mentre la versione
inglese, prevista per ogni corrispondenza in arrivo o in partenza, usava il termine
più categorico di ''forbidden" (A.S.M.A.I., III, Archivio Segreto, cit., b. 14, t.mma
n. XIII/20/12743 del 7.8.1943).
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