Page 177 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Estratto  da  "AFRICA  ADDIO"

                                  di  VINCENZA SERA O  AL VINO






             I  preparativi

                  Ci fu un bando della Evacuation Camp di Harar-Amministrazione Bri-
             tannica dell'A.O.I.:  donne e bambini dovevano  prepararsi al  rimpatrio.
             Il bagaglio non doveva superare i 25 kg di peso lordo pro-capite. Sarebbe-
             ro stati affissi elenchi nominativi divisi in scaglioni per ordine di parten-
             za.  Era fatto divieto di portare in patria metalli in genere, preziosi e non
             preziosi. Questi si sarebbero dovuti consegnare al custode dei Beni Nemi-
             ci prima della partenza. V enne affisso in seguito un elenco con i nomina-
             tivi  per la  partenza dei  primi scaglioni che  avrebbero dovuto trovarsi a
             Berbera per l'imbarco, in data da fissarsi,  comunque non oltre il 25 apri-
             le 1942. Si rendeva anche noto che a Berbera, all'atto dell'imbarco, i rim-
             patriandi sarebbero stati sottoposti a visita sulla persona da parte di per-
             sonale femminile militare inglese e che i gioielli sarebbero stati confiscati.
                  I  primi  scaglioni vennero  destinati  per l'imbarco sui  transatlantici
             Saturnia e Vulcania  che sostavano allargo nella rada di Berbera. Io e Vit-
             toria figuravamo nel secondo elenco in partenza, sempre da Berbera ver-
             so  il  15  maggio  1942, rispettivamente con i  numeri di prigioniere civili
             28417 - 28418, destinate sui transatlantici Duilio e Giulio  Cesare  che mo-
             stravano l'insegna della Croce Rossa. Era stato istituito il Campo Eva pro-
             prio nel grande spiazzo davanti la  scuola  dove avevo insegnato.  Sarebbe
             stato il Campo di raccolta che avrebbe dovuto ospitarci due o tre giorni
             prima della partenza! Erano state allestite, tende, capanne e baracche. Avevo
             ancora un paio di mesi di tempo, dovevo pensare a molte cose e a disfarci
             di  quasi  tutto  ciò  che  ci  apparteneva ...
                  ... Gli indigeni in quel periodo sembravano sciacalli, ormai sapevano
             che c'era tanta bella  roba da acquistare a  poco prezzo. Le  contrattazioni
             erano lunghe e faticose e anche tanto dolorose! Le lenzuola finemente rica-
             mate, di lino, venivano pagate pochissimo giacché i ricami erano conside-
             rati come rotture e i trafori come buchi, quindi di scarso valore, mentre
             erano  di  maggiore  pregio  quelle  di  tela  comuni,  purché  integre ...


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