Page 181 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Al bagaglio avrebbero pensato loro. Il mio anello era stato salvato e lo
avevo riposto nel borsellino. Arrivata sul ponte, in prima fila erano schie-
rati Autorità militari di bordo, Polizia, inglesi, Croce Rossa, ecc. Vedem-
mo da vicino quei personaggi: avevano un'aria distaccata, annoiata. Ci
guardavano come cani rognosi, come degli intrusi. Ognuno di noi doveva
sottoporsi alla visita dei capelli, intorno al collo giacché temevano che fos-
simo infestati dai pidocchi ...
.. .Insieme ai bagagli mi portarono alla cuccetta assegnata. Il caldo
era debilitante, non si respirava, ci si sentiva soffocare. Guardando dall'o-
blò mi accorsi che questo era a fior d'acqua quindi molto in basso! Mi
sentivo male, mi girava la testa. Mi risolsi di risalire le scale. Erano le 16.00.
Quel digiuno prolungato faceva star male tutti, in particolare i bambini.
Non avevamo nulla. Gli inglesi, a Mandera, non ci avevano data la solita
borsetta con la merenda giacché data l'ora avremmo dovuto fare un pasto
a bordo. Mi feci coraggio e chiesi ad una crocerossina se potevo avere un
pò di latte e qualche biscotto per la bambina; quella per tutta risposta
disse: "C'è tempo, fino alle 19.00 non si mangia!" e se ne andò.
Avevano apparecchiato molte lunghe tavole per noi, ma erano solo
là in bella mostra! Chiesi ad un'altra se potevo avere un pò di te, ma la
risposta fu evasiva: ''Ma, non lo so, bisognerà vedere se qualche cameriere lo fa''.
Ma dove sono questi camerieri? mi domandai perché lo Stato italiano avesse
mandato quelle donnette, dall'aria di grandi dame, dai candidi veli, in
divise stirate impeccabilmente, che andavano in su e in giù altezzose, sem-
brava che pensassero tanto e che vedessero tutto, ma esse non pensavano
a nulla e non volevano vedere nulla!
Cominciò l'impazienza da parte di quella povera umanità e non man-
carono imprecazioni e lamentele ...
Inizia il lungo viaggio
... Le due navi viaggiavano di conserva giacché il pericolo delle mine
vaganti sussisteva sempre e in ogni caso si davano aiuto reciproco. I ven-
tilatori ruota vano vertiginosamente; ma smuovevano sempre quell'aria
caldo-umida che ci soffocava ...
... Il viaggio proseguiva regolarmente, passammo per Capo Guarda-
fui, la Somalia ex italiana con Mogadiscio, Mombasa nel Kenia e l'Equa-
tore. Più avanti il Tanganica; passammo lungo il Canale di Mozambico,
lasciando alla nostra sinistra la grande Isola di Madagascar.
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