Page 270 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 270
b) scarsità qualitativa e quantitativa di quadri dei Servizi logistici. In par-
ticolare, a causa della scarsità di quadri del Servizio di amministrazione,
le sempre complesse operazioni contabili dei reggimenti/corpi dovet-
tero essere affidate a personale di Arma con scarsa preparazione;
c) scarsità o ritardato arrivo di officine, parti di ricambio e carburanti;
d) scarsa idoneità del parco autoveicoli alle condizioni locali e necessità
di ricorrere in misura massiccia a quadrupedi;
e) commissariato: vestiario e scorte non razionali e non adatti al clima,
forni Weiss poco idonei all'autotraino, ecc.
Conclusione
La logistica non è che il tramite tra economia e forze militari e -
in senso lato - materializza e riassume in termini concreti il rapporto
Forze Armate/Paese. Quanto avvenne nel 1942 richiama l'attenzione sul-
la rispondenza al vero e la piena attualità di uno studio del dottor Dino
Bellomo comparso nel 1941, e da lui ripreso non casualmente nel 1942
in un articolo, dove sono riepilogate le caratteristiche principali dell'orga-
nizzazione della produzione bellica di Germania, Inghilterra e Francia (co-
gliamo l'occasione per riaffermare, in questa occasione, che particolarmente
in materia logistica ed economica il ricorso a metodiche di storia compa-
rata è indispensabile, più che utile). Il Bellomo fin dal 1941 intendeva
dimostrare
"Come l'Arte Militare non possa prescindere, oggi più che mai, dallo stu-
dio accurato e comparato delle varie economie statali, vuoi ormai alleate
o avversarie, vuoi probabili alleate o avversarie, così come non prescinde
dalla geopolitica, e - pertanto - si venga ad aprire un vasto campo di
studi e di indagini nei confronti di taluni problemi sociali inerenti allo sta-
to di guerra, ovvero: della Demografia di guerra, cioè non solo della sosti-
tuzione degli individui nelle attività economiche del paese ma della reciprocità,
con gli alleati, di tali rapporti; della Industria di guerra, cioè relativi alla
più opportuna ubicazione, alla dimensione tecnica, alle scorte, ecc. degli sta-
bilimenti adibiti alla produzione nella duplice funzione di pace e di guerra;
della Economia di guerra (precisamente detta) cioè riguardante i riforni-
menti, i processi di lavorazione e la distribuzione delle utilità economiche,
in previsione o durante talune evenienze.
Aggiungevamo come, conseguenza di tale triplice ordine di esigenze e di stu-
di, scaturisse - riepilogativa - una "economia strategica" da conside-
268

