Page 271 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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rarsi non  tanto  una  nuova scienza quanto  un  metodo di studio,  così  come
                    è per la statistica, per la risoluzione o la più utile impostazione dei proble-
                    mi politico-economico-militari che si inseriscono nel periodo pre-bellico e post-
                    bellico.  Questo perché le discipline economiche,  nei conflitti moderni, più di
                   popoli che di  nazioni, partecipando come tutt'altro che secondarie collabo-
                    ratrici  della  scienza  della  guerra,  necessitano  anch'esse  di  un  metodo  di
                    studio, di un orientamento,  e di indagini preventivamente impostate ed ela-
                    borate.  Notavamo pure come  l'assetto  dei  Paesi  belligeranti,  e più esatta-
                    mente il/oro attrezzamento industriale, avesse influenzato durante il conflitto
                    del 1914-18 non solo la strategia ma anche la tattica, questo per dichiara-
                    zione tanto del Cadorna quanto del Ludendorff, e come anche al presente,
                    tale influenza facesse sentire i suoi effetti positivi e negativi,  a seconda dei
                    casi" < 6 9>.
                 Su un piano più ristretto, le operazioni del 1942 segnarono il defini-
            tivo  affossamento  -  iniziato  nel  1941  -  della  "logistica  povera",  che
            aveva avuto nell'Esercito un effimero e immeritato successo nella seconda
            metà degli  anni Trenta. Insieme con la  logistica povera e con talune au-
            tentiche corbellerie relative alla prevalenza dello spirito sulla materia, ri-
            sultò definitivamente affossata -  sotto la pressione degli avvenimenti -
            anche la logistica di forza armata, sostituita da una logistica integrale do-
            ve  si fu  costretti ad armonizzare in ogni fase  le esigenze militari e civili,
            e dove già in sede di logistica di  produzione occorreva ripartire e armo-
            nizzare gli sforzi convergenti di ciascuna forza armata, in vista di concreti
            e ben definiti traguardi produttivi e dei tipi di materiali dettati da un con-
            cetto  interforze  e  mediterraneo  della guerra,  che  lasciava  poco  spazio  a
            miti  e dogmi  settoriali.
                 Nonostante le ovvie limitazioni alla libertà di stampa, la stampa mi-
            litare coeva colse questi fenomeni,  che segnarono il netto abbandono dei
            concetti anteguerra. Pur con toni ottimistici di maniera, la realtà logistica
            della guerra nel deserto risulta ben nitida da queste righe della Rivista di
            Commissariato e dei Servizi amministrativi militari che commentarono l'avan-
            zata su el-Alamein e misero in rilievo la necessità di quelle scorte di mate-
            riali e mezzi di trasporto, che purtroppo per le nostre truppe furono sempre
            una  chimera:




            (69)  D. Bellomo, "La guerra e l'economia", Nazione Militare, n.  3-4/marzo- aprile 1942.


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