Page 268 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Con queste premesse logistiche di fondo, non v'è da stupirsi del pro-
                gressivo esaurimento delle truppe di Rommel che procedevano in direzio-
                ne  di Alessandria.  I  pochi  carri e automezzi che giunsero ad el-Alamein
                furono  in seguito  "rimpolpati" con i mezzi  inefficienti  rimasti indietro,
                e poi riparati, ma sempre in misura insufficiente. A fronte delle centinaia
                di migliaia di tonnellate e dei nuovi carri e artiglierie che ricevette l'VIII
                Armata britannica insieme con montagne di munizioni, i rifornimenti che
                arrivavano alle truppe itala-tedesche si contavano con il contagocce. Scar-
                seggiava costantemente la benzina, e i nuovi carri americani giunti in linea
                surclassavano completamente i nostri carri medi e i nostri pezzi da 47/32.
                     La  carenza di  automezzi  non consentì di  rifornire durante la  batta-
                glia di el-Alamein il nostro X Corpo d'Armata sull'estrema destra, che du-
                rante il ripiegamento fu costretto ad arrendersi. Le forti perdite di materiali
                dell'Intendenza a seguito del ripiegamento verso ovest, oltre che dalla cro-
                nica carenza di automezzi furono accresciute da due inconvenienti: a) man-
                tenimento di uno schieramento offensivo e avanzato del dispositivo logistico
                d'Intendenza prima e durante la battaglia di el-Alamein, riflesso della spe-
                ranza di poter raggiungere il Canale; b) fondamentale divergenza di vedu-
                te tra Rommel e il Comando Supremo che impedì una chiara e tempestiva
                indicazione  all'Intendenza  delle  tappe e  modalità  del  ripiegamento,  con
                conseguente impossibilità di predisporre per tempo e a  ragion veduta lo
                sgombero dei materiali. Per il Comando Supremo, le  posizioni di Buerat
                e Homs dopo el-Agheila avrebbero dovuto essere vere e proprie linee di
                resistenza  a  oltranza,  sulle  quali  ammassare i  relativi  materiali per l'ali-
                mentazione logistica della resistenza stessa; per Rommel, invece, esse era-
                no semplici linee di riordinamento e sosta in vista della prosecuzione del
                ripiegamento  fino  alle  posizioni  del  Mareth (65l.
                     In sintesi,  anche nel  1942  l'organizzazione logistica  in  A.S.  oltre a
                risentire in misura sempre maggiore -  da metà anno in poi -  delle cre-
                scenti difficoltà dei trasporti marittimi, mantenne una filosofia,  un mec-
                canismo dei rifornimenti, un'organizzazione di  comando inadeguate alle
                esigenze  della  guerra  di  corazzati  e meccanizzati  in generale  e  di  quella
                guerra in particolare.  Nessun sostanziale progresso  nel  campo del  mate-
                riale, dove permase lo squilibrio tra capacità di trasporto terrestre e quantità
                degli  uomini  da  alimentare.



                (65)  Secondo  il  generale  Maravigna  ad  el-Alamein  sono  stati  perduti  30.000  uomini,
                     550 mezzi corazzati, 7300 automezzi e 1550 moto. Sono stati catturati dagli inglesi
                    470 cannoni,  1700 armi  controcarro e  11.000  t  di  munizioni (P.  Maravigna, op.
                    cit.,  p.  373).


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