Page 272 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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''Nella guerra  del deserto  il problema  logistico  non  soltanto  eguaglia  ma
                       supera quello  dei  mezzi bellici.  Il carro  armato  che  manovra,  il cannone
                       che spara,  l'autocarro che corre,  l'apparecchio  che vola,  il fante che cam-
                       mina o che presidia una posizione debbono  essere costantemente,  ininterrot-
                       tamente alimentati.  Dietro le  unità che combattono,  centinaia di  migliaia
                       di uomini e mezzi,  dalle  lontane  retrovie alle  linee,  operano per rifornire
                       tutto ciò che necessita alla battaglia.  Oltre che un'adeguata riserva di ma-
                       teriale,  la guerra  d'Africa  richiede un  numero sempre  maggiore di  mezzi
                       di trasporto e distanze infinite da superare.  Logorio costante in conseguenza
                       dello sforzo e delle condizioni del terreno.  Se difettano i mezzi per effettuare
                       i rifornimenti,  la battaglia deve rallentare il suo ritmo, subire arresti.  An-
                       che a ciò  aveva provveduto il Comando italiano.  Una  scorta adeguata di
                       autoveicoli è sempre stata pronta per rinvigorire quelle colonne che in segui-
                       to al duro lavoro,  al terreno,  ai mitragliamenti ed ai bombardamenti sono
                       state assottigliate ed a costituire nuove colonne da lanciare attraverso il de-
                       serto  all'inseguimento  delle  unità  operanti" <7°>.
                    I caratteri logistici fondamentali delle guerre di Norvegia, di Grecia
               e d'Africa furono  ben colti  -  senza  nascondere difficoltà e sconfitte -
               anche  in un  articolo  del generale  Bollati  nei  primi mesi  del  1942.  Alla
               logistica  e alla  strategia  puramente terrestri  della  campagna di Russia  il
               Bollati contrappose il carattere interforze e coordinato della logistica e stra-
               tegia della campagna di Norvegia, dove comparve- come anche in Gre-
               cia  -  il  ruolo  vitale  del  trasporto  aereo.  Riguardo  alla  guerra  nel
               Mediterraneo, il Bollati tutto sommato compì (nella primavera 1942) una
               diagnosi  esatta  e  tutt'altro  che  ottimistica:
                       "la situazione dallO marzo {1941- N.d.A.} in cui fu nuovamente rag-
                       giunta  la frontiera  egiziana,  non  è mutata per quasi un  anno:  ma sono
                       aumentate le insidie al traffico attraverso il Mediterraneo; e per l'avversa-
                       rio,  la possibilità di ()/fese  aeree  nostre  e germaniche tanto  dalle  basi cire-
                       naiche quanto dalle cretesi, fino al Canale di Suez,  col risultato di affondare
                       rapidamente piroscafi nel Canale stesso;  donde,  indubbiamente,  una meno-
                       mazione di efficienza logistica.  Ma lo  squilibrio,  tra noi che dobbiamo  as-
                       solutamente provvedere al mantenimento e alle esigenze operative delle truppe
                       va/endoci del Mediterraneo,  e il nemico avente alle sue spalle un estesissimo



                (70)  "Il piano  operativo  e logistico  della  battaglia  in Egitto"  (Redazionale),  Rivista  di
                    Commissariato  e dei  Servizi  Amministrativi Militari  n.  4/1942.


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