Page 273 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 273
retroterra africano-asiatico, e se ci si consente l'espressione di nuovo conio,
un "retromare" sicuro o quasi, permane; il nostro problema logistico in Libia
è molto più difficile a risolvere di quanto non lo sia il suo in Egitto" < 71 l.
Se così è stato, bisogna trarre tutte le conseguenze (e non solo alcune)
dallo spostamento del baricentro della guerra nelle retrovie e nel Paese,
particolarmente evidente a fine 1942 e ancor più nel 1943. Come viene
rettamente affermato in un articolo del 1958 sulla Rivista Militare, "L'es-
senziale del fenomeno guerra non consiste più nell'esecuzione, ma nella preparazio-
ne". Per questo le cause lontane e più profonde del tramonto della fortuna
delle armi italiane a fine 1942 vanno ricercate negli anni Trenta e nei pri-
mi mesi del 1940, quando nella sua prefazione a un libro antibadogliano,
stranamente pubblicato alla vigilia della guerra, il vecchio maresciallo Ca-
riglia scriveva, con scoperto riferimento alla politica estera di Mussolini
che stava entrando in guerra dalla parte logisticamente sbagliata:
"Nessuna potenza o gruppo di potenze è arbitro dei suoi destini ed in grado
di fare sia una politica indipendente sia una lunga guerra, se non è econo-
micamente e finanziariamente indipendente, se non può procurar si in guer-
ra lunga le materie prime per vivere e combattere. Nelle guerre totalitarie
europee d'oggigiorno è questo il problema supremo. La strategia politica e
la strategia militare dipendono dalla sua soluzione. E la soluzione si pre-
para durante la pace con la politica economica all'estero e all'interno ...
Il Capo politico europeo, conscio delle sue responsabilità, non lancerà il suo
paese in una guerra con le grandi potenze, se non ha la possibilità di conti-
nuarla fino all'esaurimento dell'avversario. Nel suo calcolo le forze milita-
ri non avranno il valore principale, bensì le forze economiche e finanziarie.
La possibilità di procacciar si rifornimenti ... deve essere la sua prima preoc-
cupazione. Vi potrà provvedere con la scelta delle alleanze'' (72).
Politica, economia, strategia e logistica si saldano dunque insieme e
hanno inesorabili effetti a lunga scadenza. La capacità di una leadership
politico-militare dipende dalla capacità di ricomporre in ogni momento
in un armonico quadro unitario i vari fattori, dando a ciascuno il suo giu-
sto peso in relazione alla situazione contingente. Il "caso esemplare" della
(71) A. Bollati, "La logistica nella guerra atruale", Rivista di Commissariato e dei Servizi
Amministrativi Militari n. 2/1942.
(72) Prefazione ad A. Cappa, La guerra totale -politica e strategia nel XX secolo, Milano,
Bocca, 1940, p. XI-XII.
271

