Page 424 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 424
Supremo trasmise al maresciallo Kesselring ed ai tre Capi di S.M. delle
Forze Armate italiane le direttive generali, chiedendo per il mese successi-
vo i piani definitivi.
Le direttive prevedevano la conquista dell'arcipelago con l'impiego
di tutte le forze aeree e navali. Dopo una graduale intensificazione del blocco
aeronavale e una massiccia azione aerea di distruzione, la seconda fase
prevedeva la costituzione di una grande testa di sbarco sulla costa meri-
dionale di Malta, con l'impiego di due Divisioni paracadutisti: la testa
di sbarco sarebbe stata immediatamente alimentata via mare con l' afflus-
so dei materiali e dei reparti da sbarco che dovevano occupare da tergo
Marsa Scirocco dall'estremità sud-orientale dell'isola. Occorreva occupa-
re anche Gozo ed attuare diverse azioni diversive. Le direttive prendeva-
no in considerazione le esperienze giapponesi e tedesche di operazioni
anfibie, concludendo, tra l'altro, che era fondamentale il successo della prima
ondata, cui era necessario garantire una costante ed efficace protezione
aerea, previo scardinamento delle difese locali mediante l'azione dell'arti-
glieria navale e dell'aviazione. Il periodo preparatorio diretto era fissato
in 20 giorni e occorreva prevedere l'impiego della flotta con opportuna
protezione aerea.
Le truppe destinate all'Operazione "C 3" procedevano nel loro ad-
destramento, mentre la Marina radunava una flotta di natanti per lo sbar-
co piuttosto eterogenea: motozattere e motolance, in buona parte costruite
appositamente dai cantieri italiani superando difficoltà rilevanti, e poi mo-
tovelieri e piccole cisterne, motoscafi, traghetti dello Stretto di Messina
e vaporetti di Venezia appositamente adattati, perfino 3 motobarche co-
struite per il lago Tana.
A metà giugno gli inglesi, convinti che Malta fosse in grave perico-
lo (17) e che la sua eventuale perdita avrebbe significato la perdita del Me-
diterraneo, organizzarono uno sforzo su vasta scala per rifornire l'isola
e restituirle efficienza. Due convogli fortemente scortati furono avviati con-
temporaneamente verso Malta: l'uno in partenza da Gibilterra con 6 pi-
roscafi (Operazione "Harpoon"), l'altro in partenza da Alessandria con
11 mercantili (Operazione "Vigorous"). Il contrasto aereo e navale itala-
tedesco fu molto deciso e diede luogo il 14 e 15 alla cosiddetta "Battaglia
di Mezzo Giugno": benché l'obiettivo fosse di rifornire ad ogni costo Malta,
(17) " ... l'esistenza di Malta è in gioco", così il 20 maggio aveva ripetuto W. Churchill, in
La seconda guerra mondiale, Milano, Mondadori, 1948-1952, parte IV, I, p. 362.
422

