Page 429 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Il tempo minimo d'intervento delle forze pesanti avversarie era cal-
colato in 48 ore e la loro permanenza massima nelle acque di Malta in
3 giorni, se le forze leggere avessero potuto rifornirsi nell'isola, ed in 6
giorni se avessero anche potuto sostarvi.
Il grosso delle forze italiane erano dislocate a Napoli (3 navi da bat-
taglia), a Messina-Augusta (2 navi da battaglia, 4 incrociatori pesanti e
5 leggeri) e a Cagliari (3 incrociatori leggeri). Queste forze avrebbero pre-
so il mare per incontrare le aliquote navali avversarie provenienti da Ales-
sandria o da Gibilterra ed impegnarle a fondo in acque lontane da Malta.
Per le forze principali italiane era previsto:
- "in caso di azione concomitante da Gibilterra e da Alessandria ed in
mancanza di chiare indicazioni sugli scopi dei due gruppi di FF.NN. ne-
miche, azione delle forze nazionali dislocate in Sicilia orientale contro il
gruppo di levante ed azione delle forze dislocate nel Tirreno contro il gruppo
di ponente;
- eventuale concentramento di tutte le FF.NN. nazionali contro uno dei
gruppi, se si fossero avute chiare indicazioni sugli scopi di ciascuno di essi
due gruppi''.
Naturalmente, un'azione di tale portata avrebbe impegnato a fondo
tutta la flotta italiana: le unità di superficie maggiori e le scorte avrebbero
avuto il compito più importante, ma anche i sommergibili sarebbero.stati
impegnati nelle zone di agguato per compiti offensivi ed esplorativi, men-
tre l'aviazione di Rodi e di Creta doveva garantire ricognizioni sistemati-
che su Alessandria.
Pronti a partire alla fine di giugno
I piani richiamati 09) costituivano nel loro insieme un disegno accu-
rato e completo, ben diverso dalle improvvisazioni cui ci si era, purtrop-
po, precedentemente abbandonati e delle quali ci si era dovuti amaramente
pentire. Da un punto di vista teorico, l'impresa era stata studiata a fondo.
L'incognita maggiore consisteva forse nell'azione iniziale dei paracaduti-
sti, e gli insegnamenti di Creta erano lì a dimostrarne la temerarietà; ma
qualora, sia pure con gravi e dolorose perdite, le truppe aviotrasportate
(19) Per maggiori dettagli, vedi M. Gabriele, Operazione "C 3": Malta, 2a edizione, Ro-
ma, Ufficio Storico Marina Militare (d'ora in poi U.S.M.M.), 1990, p. 153-194
e 251-306.
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