Page 433 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Militare tedesco a Roma, von Rintelen, confermò a Cavallero di concor-
dare nell'opinione che Malta veniva prima dell'avanzata in Egitto, ma il
23, dopo un colloquio con il generale Jodl, von Rintelen dovette tornare
da Cavallero per propugnare la rinuncia all'attacco di Malta e la conti-
nuazione dell'offensiva terrestre. L'O.K.W. si era fatta contagiare volen-
tieri dai vaneggiamenti di Rommel sul Nilo - o addirittura sul Golfo
Persico - a portata di mano.
Quella stessa sera giunse a Roma la risposta di Hitler a Mussolini.
Nella lettera il Fiihrer, pur lasciando al Duce la decisione finale, lo esorta-
va caldamente a ordinare ''il proseguimento delle operazioni fino al completo an-
nientamento delle truppe britanniche'' in Egitto. Il tutto era condito da
ammonimenti espressi in tono ispirato:
''Il destino, Duce, ci ha offerto una possibilità che in nessun modo si presen-
terà una seconda volta sullo stesso teatro di guerra ... la dea della fortuna
nelle battaglie passa accanto ai condottieri soltanto una volta. Chi non l' af
ferra in un momento simile, non potrà molto spesso raggiunger/a mai più''.
Mussolini fu d'accordo. A nulla valse la Conferenza convocata a Derna
il 25 giugno, di cui Cavallero così riferisce nel suo diario:
''Il Maresciallo Kesselring afferma che la situazione in Mediterraneo è molto
seria. Per Malta accorrerebbero sei gruppi da caccia e sei da bombarda-
mento. Ora non è più possibile ritirare forze dalla Libia ... Prendo la paro-
la ... desidero porre un quesito sulla base dell'ipotesi che i Capi decidano
di andare a fondo. Affermo che in tal caso il quadro operativo d'insieme
non cambia, perché al centro del problema resta sempre Malta. A nulla
varrebbe procedere in Egitto se non renderemo possibile la navigazione nel
Mediterraneo, cioè se non metteremo nuovamente Malta sotto pressione. In
tale ipotesi ho esaminato il progetto Kesselring e ho detto a Fougier che,
pur facendo massa con tutte le forze italiane, mancherebbero ancora quelle
forze che appunto nel piano del Maresciallo era previsto venissero dalla
Germania. Il Maresciallo Kesselring afferma che il problema può essere
posto solo in questi termini: l caso: l'avanzata continua ed in otto o dieci
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giorni giunge af. termine. In questo periodo non vi è nulla da fare a Malta.
2 ° caso: l'avanzata si arresta. Si riprende allora l'azione su Malta, si
dà corso nuovamente ai rifornimenti e con questi rifornimenti si riprende
di nuovo l'avanzata. Il primo caso però è l'unico possibile, poiché siamo
troppo deboli per combattere da due parti" < 2 3).
(23) U. Cavallero, cit., p. 279-280.
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