Page 434 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Nel corso della Conferenza, Kesselring pronunciò parole profetiche:
sostenne che il nemico, ritirandosi migliorava la sua situazione, mentre
le forze dell'Asse si lasciavano trascinare lontano dalle basi, senza i mezzi
per avanzare le basi stesse; che al massimo si sarebbe potuto avanzare fi-
no a el Alamein, ma non più in là; che, infine, la superiorità aerea nemica
si sarebbe manifestata schiacciante; e concluse: "Devo assolutamente diffida-
re di un'avanzata a fondo. Se mi verrà l'ordine obbedirò, ma non so quale possa
essere, in questo caso, l'epilogo della campagna". Analogo era il punto di vista
della Marina germanica, rappresentata da Weichold (nessun rappresen-
tante della Marina italiana era presente). Ma non c'era più niente da fare.
Rommel giunse ad el-Alamein il 30 giugno. Aveva 21 battaglioni, 25
gruppi di artiglieria, 82 carri italiani, oltre a reparti tedeschi ridotti, con
56 carri e una ventina di autoblinde. Lo aspettava l'VIII Armata britanni-
ca, con 30 battaglioni ad organici completi e circa 150 carri armati. La
preconizzata rotta inglese non si era verificata.
Luglio segnò anche formalmente la fine della ''C 3''. All'inizio del mese
la Luftwaffi riprese l'attacco a Malta, con l'obiettivo di riottenerne la neu-
tralizzazione, ma sebbene l'azione avesse una durata maggiore di quella
inizialmente prevista (14 giorni invece di 5), i risultati conseguiti furono
scarsi: una lieve riduzione delle perdite del traffico marittimo, distruzione
di una cinquantina di apparecchi inglesi, logoramento del nemico ·forse
inferiore al logoramento subìto dalle stesse forze dell'Asse. D'altro canto,
i britannici potevano ora sostituire quasi subito gli aerei perduti, median-
te i lanci dalle portaerei: da parte italo-tedesca, invece, le esigenze del fronte
africano si manifestavano più urgenti di giorno in giorno, distraendo quo-
tidianamente forze aeree dal fronte di Malta, specialmente caccia, nel qual
campo si era già assai inferiori agli avversari.
Così nella seconda decade di luglio, le operazioni contro Malta ripre-
sero un ritmo rallentato e, come sempre si era verificato precedentemente,
ad ogni diminuzione della pressione offensiva sulla piazzaforte, si consta-
tò di nuovo un immediato rafforzamento dell'isola e una rapida ripresa
della sua capacità offensiva, che si tradusse in affohdamenti di trasporti.
Ormai, l'abbandono della "C 3" era nelle cose. Il 7 luglio Cavallero
ordinò al generale Gandin di studiare la trasformazione dell'esigenza "C 3"
in esigenza "C 4" (occupazione della Tunisia). Il 10 incominciò a disto-
gliere per l'Africa le motozattere destinate a Malta. Entro il mese la Divi-
sione Folgore veniva schierata ad el-Alamein. I tedeschi il 17 luglio chie-
devano la restituzione degli istruttori che avevano messo a disposizione
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