Page 439 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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bellica nazionale e della dispersione delle forze italiane su vari fronti (I).
           - La crescente scarsità di naviglio mercantile adatto, e delle relative scorte
             navali e aeree, aggravava la situazione, che sarebbe stata comunque irri-
             solvibile a causa della insufficiente capacità di ricezione dei porti di T ri-
             poli,  Bengasi  e Tobruk:  gli  unici  in grado  di ricevere  i  convogli.
                In questo quadro anche l'invio in Libia dell'Afrika Korps non avrebbe
           comunque  potuto  mutare  sostanzialmente la  situazione.
                Di qui,  come si  vedrà meglio  più avanti,  l'inusitata importanza di
           Malta come fattore di offesa alle comunicazioni marittime tra Italia e Li-
           bia,  nonostante le  modeste  forze  del suo  dispositivo  aeronavale.
                In effetti la strategia britannica in Mediterraneo seppe adeguarsi alla
           situazione  sviluppando alcune chiare linee  di tendenza:
           - alimentare il più largamente possibile l'Armata del N ilo in uomini e mezzi,
             ricorrendo alla Rotta del Capo- con i sicuri terminali di Ismailia, Suez,
             Port Said, Alessandria -  e sbarcando aerei nel Golfo di Guinea, da do-
             ve  potevano raggiungere direttamente l'Egitto  dalla base  di Takoradi;
           - tenere in vita Malta come punta di lancia capace di falcidiare i traffici
             vitali  per le  armate dell'Asse  in  Libia;
           - puntare alla conquista della stessa Libia come premessa al dominio del
             Mediterraneo: via di comunicazione imperiale e base d'attacco alla For-
             tezza Europa. (Su quest'ultimo punto, come vedremo meglio in seguito,
             le vedute sovietico-americane divergevano sensibilmente da quelle bri-
             tanniche).


           Gli inglesi tengono in vita Malta

                Dopo il parziale arrivo a Malta del convoglio inviato da Alessandria
           nel marzo precedente -  con la conseguente Battaglia della Sirte - l'isola
           si  trovava,  ancora  una volta,  in gravi  condizioni.
                A una violenta offensiva aerea del II Fliegerkorps,  durata fino ad apri-
           le, era succeduta una nuova offensiva della Regia Aeronautica: meno vio-
           lenta, ma pur sempre sufficiente a non permettere un ritorno alla normalità.


           (l)  Un esempio valga per tutti: quando l'Asse stava preparando la grande offensiva del
              giugno  1942 ricevette,  da gennaio a  maggio,  circa 400.000 tonnellate di  materiali
              complessivamente, con minime perdite in mare. Quando l'VIII Armata britannica pre·
              parava l'offensiva di fine ottobre a el-Alamein ricevette, nei mesi di settembre e otto·
              bre,  una media  di  circa 466.000 tonnellate di  materiali al mese.


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