Page 435 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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per la preparazione, il 23  richiamavano il capitano di corvetta Paschen,
           esperto di sbarchi, che era stato prestato al Comando Superiore della "C 3".
                Lo scioglimento ufficiale avvenne il 27 luglio, ad un anno dal sacrifi-
           cio di Teseo Tesei < 2 4>.  La comunicazione di Cavallero ai tre Capi di S.M.
           affermava che ''la situazione militare generale e le condizioni meteorologiche fanno
           prevedere l'impossibilità, per il corrente anno, di effettuare l'operazione C 3". Sciolto
           lo S.M.  costituito ad hoc,  tutta l'organizzazione creata per quella esigenza
           fu smantellata. AI Capo di S.M. della Marina, Cavallero rivolse un accora-
           to  ringraziamento < 2 5>.
                Malta rìprese a respirare e a combattere. A metà agosto arrivarono
           nell'isola,  con l'Operazione  "Pedestal", cinque piroscafi su quattordici,
           oltre al solito velocissimo Welshman,  malgrado la vivace opposizione delle
           forze  navali e aeree dell'Asse.  Era il primo sostanzioso  rifornimento,  da
           un anno: non tale da permettere di aumentare le scarse razioni alimenta-
           ri, ma tuttavia di portata sufficiente da assicurare qualche altro mese di
           resistenza. Si doveva arrivare a ottobre, perché l'assedio volgesse alla fine.



           (24)  Del quale  non si  sapeva ancora  niente  per certo  in Italia.  Può avere  un qualche
               interesse riportare questo ricordo del generale Guido Matteini, direttore generale
               delle Armi e degli Armamenti navali e cognato del comandante Tesei, che si riferi-
               sce ad un colloquio avuto con ufficiali inglesi subito dopo aver passato le linee del
               fronte, verso la fine dell'ottobre 1943, per porsi al servizio del governo di Brindisi.
               Egli  scrive:  "Parlando dei  mezzi d'assalto  ho  incidentalmente accennato  che  il creatore  di
               essi era stato mio cognato ed allora subito Long ha detto: allora sua moglie è una Tesei.  Com'e-
               ra da immaginare essi  (erano)  molto,  troppo  al co"ente delle  nostre  cose.  Ho  approfittato  di
               questo per cercare  allora di sapere  qualche  notizia di  Teseo,  che  è la cosa  che  dacché stavo
               da questa parte desideravo di più di fare.  Abbiamo così parlato a lungo dell'impresa di Mal-
               ta,  ma purtroppo non è emerso nulla di nuovo.  Escludono nel modo più assoluto che possa essere
               stato fatto prigioniero  o che possa  essersi  nascosto  in Malta o fuggito.  Non  mi hanno  quindi
               dato  nessuna speranza per la  sua  salvezza.  Povero  Teseo!  Purtroppo  credo  anch'io  che  non
               lo  rivedremo  mai più,  il suo  sacrificio  è stato  vano.
               Nello sfacelo di questo periodo però c'è da invidiar/o, se è scomparso è caduto chiudendo i suoi
               occhi su una visione di gloria e di speranza per la grandezza della Patria.  Con il suo caratte-
               re,  le sue idee come avrebbe sopportato la tragica situazione attuale? Per lui forse è stato meglio
               così,  ma per noi è un'altra cosa e uomini della sua dirittura sono  troppo preziosi in momenti
               come questi.  No,  non può essere stato  vano  il sacrificio  dei  migliori,  Dio  non può permettere
               questo.  Bisogna pemare che  solo  il valore  ed il sacrificio  ci fanno  migliorare e perfezionare
               e che tutte queste sofferenze avranno un giorno la loro ricompensa.  Purtroppo su ciò che è vera-
               mente successo  a Malta  quella  notte gli  inglesi continuano ad essere  abbottonati e non  si sa
               quali risultati ottennero i nostri.  Non vi è perciò nemmeno la soddisfazione che il suo sacrificio
               ebbe uno scopo immediato.  D'altra parte,  questa eccessiva riserva degli inglesi fa sperare che
               qualche risultato tangibile fu raggiunto quella notte".  Diario Matteini, Roma, p. 211-213.
           (25)  Il Capo di S.M.G. al Capo di S.M.  della Marina,  15 luglio  1942, in A.U.S.M.M.,
               busta  102  ter,  fascicolo  C.9.


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