Page 431 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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a mano; altre dello stesso genere con basamento girevole; scale elettriche
            Bergomi  da  37-45  metri;  passerelle  speciali  da  applicare ai motovelieri
            per lo sbarco dei reparti; piccoli battelli d'assalto per i guastatori; appa-
            recchiature speciali per i paracadutisti sabotatori e per i nuotatori, consi-
            stenti in un particolare armamento, abiti completi di gomma e zatterini
            pneumatici; apparecchi individuali (celogeni) per produrre individualmente
            nebbie protettive fittissime;  stazioni radio per tutti i natanti, bussole ed
            orologi individuali stagni; ed infinito altro materiale, destinato a superare
            tutte le difficoltà che continuamente si presentavano, a mano a mano che
            procedeva l'addestramento dei  reparti in condizioni naturali analoghe a
            quelle che essi avrebbero poi trovato sul teatro delle operazioni. Il grosso
            dei mezzi navali, a parte le M.L.  e le M.Z., venne costituito da 24 moto-
            scafi da  18-20 t requisiti a Venezia, da due motonavi lagunari da  180 t,
            dalle navi traghetto Aspromonte e Messina,  dai piroscafi Tabarca,  Sauro,  Ma-
           falda,  dai tre posamine Durazzo,  Buccari,  Pelagosa  e da  12  altri piroscafi
            destinati al trasporto di autocarri e truppe. Tutti questi natanti vennero
            sistemati con appositi "bottazzi" in legno a protezione delle fiancate, per
            rendere possibile l'attacco presso rive rocciose, e con l'installazione di scale.
                A metà giugno l'ammiraglio giapponese Abe e il comandante Mitu-
            nobu poterono assistere ad un'esercitazione e ne rimasero vivamente im-
            pressionati. A fine mese, una seconda grande esercitazione d'insieme ebbe
            luogo sull'alta costa rocciosa a sud di Livorno, tra Antignano e Quercia-
            nella: vi presero parte oltre 4500 uomini e vi furono sperimentati i primi
            nuovissimi mezzi pronti, alla presenza del Re.  Una nuova, grande mano-
            vra di sbarco notturno si tenne tra Marina di Pisa e Cecina e riuscì perfet-
            tamente,  nonostante  l'allarme già  dato  a  tutte le  difese  costiere.
                A questo punto, alla fine del giugno 1942, l'Operazione "C 3" sem-
            brava finalmente sul punto di partire. In Italia uomini e mezzi erano pronti,
            e la sola componente che mancava per condurre l'azione nel migliore dei
            modi era l'assoluto dominio del cielo e il conseguente schiacciamento di
            Malta sotto il maglio di una pressione aerea totale, come quella che l'isola
            aveva sperimentato nel mese di aprile< 21>.  Tale componente poteva esse-
            re  determinante  per il successo:  sarebbe stato possibile  attenerla?



            (21)  Quando -  come scrive  l. Cameron, Red,  Duster,  White  Ensign.  The  Story  of Malta
                Convoys,  New York,  1960, p. 149- "la situazione era disperata  ... Malta era dissemi-
                nata  di  crateri  come  la faccia  della  luna''.


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