Page 441 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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antiaereo, dieci fra cacciatorpediniere e caccia-scorta, oltre a naviglio
minore e ausiliario; il convoglio dei rifornimenti era composto da sette
mercantili.
- Operazione "Vigorous": da levante.
Vi erano impegnati sette incrociatori, un incrociatore antiaereo, oltre
a venticinque caccia e caccia-scorta, naviglio minore e nove mercantili.
Comandante in mare era l'ammiraglio Vian, agli ordini del Comandan-
te in Capo della Mediterranean Fleet ammiraglio Harwood, con sede ad
Alessandria.
- Dispositivo di sorveglianza e contrasto contro la flotta italiana: 18 som-
mergibili nel Mediterraneo Centrorientale; quattro sommergibili nel Tir-
reno; bombardieri per attaccare Taranto tra il 9 e 1'11 giugno.
- Sabotaggi: contro le basi aeree dell'Asse a Creta e in Cirenaica, con im-
piego di reparti speciali.
N elle sue linee generali il piano prevedeva movimenti articolati di
vari gruppi navali.
In effetti i movimenti ebbero uno svolgimento regolare: Curteis sal-
pò il giorno 5 dai porti britannici con tre incrociatori, sette caccia e il
convoglio occidentale; la sera dell' 11 si congiunse a Gibilterra con la co-
razzata e le portaerei, l'incrociatore antiaereo Cairo e altre unità minori.
C'era anche un gruppo logistico destinato al soccorso delle navi dan-
neggiate e al rifornimento in mare delle navi. La Marina britannica aveva
raggiunto una grande esperienza in questo genere di operazioni, che per-
metteva notevoli risparmi di tempo e fungeva da moltiplicatore di forze.
Mentre Vian lasciava Alessandria fra l' 11 e il 12 giugno, riunendo
le sue navi la sera del giorno successivo, Curteis avanzava verso ponente
con un duplice dispositivo: la corazzata e le portaerei, con tre degli incro-
ciatori e un solo caccia, agli ordini diretti del Comandante Superiore, co-
stituivano la forza di protezione indiretta del convoglio; quest'ultimo
navigava a una certa distanza col Cairo e nove caccia e caccia-scorta.
Gli inglesi si attendevano un forte contrasto dalla flotta italiana e dal
dispositivo di sorveglianza del Canale di Sicilia (sommergibili, mine), ol-
tre che, naturalmente, una violenta offensiva aerea.
L'area di massimo pericolo sarebbe stata il Canale di Sicilia, dove
l'Ammiragliato non intendeva rischiare le grandi navi. Perciò era previsto
che il grosso della forza occidentale non oltrepassasse la soglia Ovest del
Canale: il convoglio avrebbe transitato nella strettoia durante la notte con
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